“Oggi siamo riuniti come Chiesa per celebrare la Giornata contro gli abusi sessuali sui minori. Ci è voluto troppo tempo per riconoscere pienamente la sofferenza e il trauma delle vittime. Per questo ci rivolgiamo a Cristo, implorando la sua misericordia”. Si è aperta con queste parole la messa celebrata ieri sera nella basilica cattedrale di Koekelberg a Bruxelles. A pronunciarle è mons. Luc Terlinden, arcivescovo di Bruxelles-Malines, che ha presieduto la celebrazione, alla quale hanno partecipato anche alcune vittime di abusi sessuali che hanno offerto la loro testimonianza. “Lo abbiamo appena sentito nelle testimonianze”, ha detto l’arcivescovo nell’omelia dedicata alla parabola del Buon Samaritano. “È possibile diventare ciechi di fronte alla sofferenza delle vittime”, “o al pericolo – ha aggiunto – che gli aggressori o potenziali aggressori rappresentano per i più vulnerabili. Questo vale in famiglia, a scuola, nella società, ma anche nella Chiesa. Ma nella sua risposta con la parabola del Buon Samaritano, Gesù capovolge la domanda. Non è più ‘Chi è il mio prossimo?’, ma ‘Chi è il prossimo dell’uomo che è caduto nelle mani dei briganti ed è stato abbandonato?’. Non dobbiamo limitare il nostro prossimo a una categoria di persone, a un gruppo particolare o a una cultura. Tutti, e soprattutto chi è nel bisogno, possono diventare il mio prossimo. L’appello dei sopravvissuti agli abusi sessuali a ricevere riconoscimento e sostegno è un invito speciale a diventare loro prossimo”.
“La parabola del Buon Samaritano ci parla a tutti i livelli, nella società e nella Chiesa, e a me in primo luogo. Tu ed io dobbiamo prenderci il tempo di ascoltare e mostrare compassione. Tu ed io dobbiamo avere il coraggio di guardare al futuro, di promuovere la prevenzione e la consapevolezza nella lotta contro gli abusi sessuali. Insieme alle vittime e ai sopravvissuti, dobbiamo continuare a impegnarci per cercare e trovare percorsi di riconoscimento e guarigione. Attraverso un’azione decisa, ma anche attraverso apertura ed empatia. A cominciare da te e da me. Oggi più che mai”.