La guerra, gli sfollamenti, la povertà crescente e una crisi umanitaria che continua a colpire soprattutto i più vulnerabili. È questo il quadro delineato dal nuovo rapporto annuale di Caritas Jerusalem, aperto dai messaggi del presidente, il patriarca latino di Gerusalemme card. Pierbattista Pizzaballa, e del segretario generale Anton Asfar. “In Terra Santa, i cicli di violenza, instabilità e difficoltà non sono una novità. Hanno plasmato intere generazioni. Oggi, tuttavia, la portata della sofferenza, in particolare a Gaza, insieme alle crescenti pressioni in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, ha scosso una realtà già fragile. Per molti, la lotta non riguarda più soltanto la ripresa, ma la stessa capacità di resistere”, scrive il card. Pizzaballa, presidente di Caritas Jerusalem, nell’introduzione al Rapporto Annuale 2025-2026 dell’organismo pastorale. Nel tracciare il bilancio delle attività svolte a favore delle popolazioni locali, il porporato sottolinea come l’incertezza in Medio Oriente sia ormai diventata “parte della vita quotidiana”. Nonostante il contesto di estrema insicurezza, la Caritas opera “non a distanza, ma come parte integrata di questa realtà, condivisa dagli stessi operatori”. Nell’ultimo anno sono stati garantiti servizi sanitari essenziali, supporto psicosociale e aiuti di emergenza. “Rimanere presenti in tali circostanze non è scontato: è un impegno deliberato e sostenuto nel tempo”, aggiunge Pizzaballa. Guardando ai prossimi mesi, il Patriarca avverte che “i bisogni persisteranno e le condizioni potrebbero ulteriormente deteriorarsi”. Da qui l’appello a “un impegno condiviso per proteggere la dignità umana e sostenere i valori di giustizia e pace in un contesto in cui entrambi sono messi a dura prova”. “Possa Caritas Jerusalem – conclude – continuare a essere un segno visibile di quella Carità da cui prende il nome”. Nel suo intervento, il segretario generale di Caritas Jerusalem, Asfar evidenzia come la situazione in Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est abbia aggravato una realtà già fragile, costringendo l’organizzazione a garantire, in condizioni spesso imprevedibili, servizi sanitari, sostegno psicosociale e assistenza d’emergenza. “Rimanere presenti non è scontato, ma una scelta deliberata”, scrive il segretario generale, ringraziando operatori e sostenitori che permettono a Caritas di continuare a essere accanto alle persone più fragili.