San Francesco fece esperienza del carcere: anche per questo la sua vicenda umana continua a parlare con particolare forza ai luoghi della pena, della prova e della possibilità di rinascita. In questo orizzonte si colloca la visita che si è tenuta ieri, mercoledì 8 aprile alle ore 13, alla casa circondariale di Rebibbia, dove il presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, Davide Rondoni, ha partecipato insieme al sottosegretario di stato alla Giustizia Andrea Ostellari per un momento di incontro dedicato al progetto “Laboratorio di poesia e arte in carcere e a scuola”, sostenuto dal Comitato attraverso un contributo a Oratorium Aps.
L’iniziativa si inserisce nel percorso delle celebrazioni francescane verso il 2026 e nasce come sviluppo di una lunga esperienza di laboratori poetici nelle carceri di Rebibbia, Regina Coeli e Poggioreale. Il progetto, dopo il lavoro dedicato alla parola di San Francesco che ha dato vita al libro “Prima morte, il Cantico delle creature in carcere” e al documentario “Prima morte, poi Paradiso”, punta ora a consolidare l’esperienza già avviata e ad ampliarla attraverso un dialogo tra istituto penitenziario e scuola, facendo della poesia e dell’arte un ponte tra mondi solo apparentemente lontani.
Secondo la documentazione progettuale, il laboratorio per l’anno 2025-2026 prevede attività continuative negli istituti penitenziari di Rebibbia Nuovo Complesso e Regina Coeli, con lezioni di scrittura creativa, lettura dei classici, letteratura e pensiero critico, e il coinvolgimento di un istituto scolastico partner, dove studentesse e studenti saranno chiamati a leggere, ascoltare e rielaborare poeticamente e visivamente i testi nati in carcere. Il progetto culminerà in una mostra-evento delle elaborazioni poetiche e artistiche realizzate dalle persone detenute e dagli alunni della scuola.
A Rebibbia è attivo, in particolare nel reparto G9, il laboratorio di poesia condotto da Asia Vaudo e Allegra Franciosi.
La visita dell’8 aprile rappresenta dunque un importante momento di riconoscimento istituzionale per un’esperienza che il Comitato ha scelto di sostenere in piena coerenza con il messaggio francescano. Davide Rondoni ha infatti richiamato più volte il valore di San Francesco come figura capace di parlare al presente attraverso la pace, la coesione, il perdono e la libertà; in occasione del discorso del 4 ottobre 2024 ad Assisi ha inoltre ricordato espressamente l’impegno del Comitato nel promuovere iniziative “nelle carceri” e “nelle scuole”, sottolineando che la pace e la libertà vera passano dalla capacità di perdonare e di ricomporre ciò che appare spezzato.
“San Francesco ci insegna a guardare ogni persona non per l’errore o per la ferita che porta, ma per la possibilità di bene e di rinascita che custodisce. In carcere la poesia può diventare un gesto di libertà vera: una parola che rimette in moto coscienza, dignità e responsabilità”, ha detto Rondoni.