“A che cosa vorresti che servisse la tua vita?”. È la domanda con cui Giovanni Miselli, dirigente sanitario della Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro, ha aperto il suo intervento al seminario promosso oggi dal Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità e dall’OssNA presso la sede Cei a Roma. Una domanda che, per le persone con autismo ad alti livelli di sostegno, “viene posta più raramente, perché pensiamo di sapere già che cosa è importante per loro, o perché il modo in cui la poniamo non è accessibile”. Miselli ha illustrato le procedure scientifiche di valutazione delle preferenze raccomandate dall’Istituto Superiore di Sanità nelle linee guida sull’autismo del 2025, distinguendo tra preferenze, desideri e valori: “Le preferenze sono la base, la direzione verso cui muoverci. È difficile che una persona riesca a toccare i propri valori se non le è mai stato permesso di scegliere anche solo se voleva lo zucchero nel cappuccino”. Tra i metodi diretti raccomandati figurano la valutazione a stimolo singolo, gli stimoli appaiati e la valutazione multistimolo, osservazioni strutturate che consentono di rilevare anche in persone con comunicazione molto limitata comportamenti di avvicinamento o evitamento. “La valutazione delle preferenze”, ha concluso, “dovrebbe diventare un patrimonio di tutti gli operatori, non di pochi specialisti”.