Papa in Algeria: al monumento dei martiri, “offrire stabilità e dialogo sulle sponde del Mediterraneo”

“Possa l’Algeria, forte delle sue radici e della speranza dei suoi giovani, continuare a offrire un contributo di stabilità e di dialogo nella comunità delle nazioni e sulle sponde del Mediterraneo”. È l’augurio del Papa, nel suo primo discorso in Algeria. “Ogni popolo custodisce un patrimonio unico di storia, cultura e fede”, ha argomentato Leone XIV: “Anche l’Algeria possiede questa ricchezza, che ha sostenuto il suo cammino nei momenti difficili e continua a orientarne il futuro. In questo patrimonio, la fede in Dio occupa un posto centrale: essa illumina la vita delle persone, sostiene le famiglie e ispira il senso della fraternità”. “Un popolo che ama Dio possiede la ricchezza più vera, e il popolo algerino custodisce questa gemma nel suo tesoro”, ha affermato il Pontefice: “Il nostro mondo ha bisogno di credenti così, di uomini e donne di fede, assetati di giustizia e di unità”. “Di fronte a un’umanità desiderosa di fratellanza e di riconciliazione, è un grande dono e un impegno benedetto il nostro dichiararci con forza ed essere sempre, insieme, fratelli tra noi e figli di Dio!”, l’incoraggiamento del Papa: “A chi va in cerca di ricchezze che svaniscono, che illudono e deludono, e spesso purtroppo finiscono per corrompere il cuore umano e generare invidie, rivalità, conflitti, Gesù ancora ripete la domanda che ha posto duemila anni fa: ‘Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?’. È una domanda fondamentale per tutti, a cui i morti che qui si onorano hanno dato la loro risposta: hanno perso la vita, ma in un altro senso, donandola per amore del proprio popolo”. “La loro storia sostenga il popolo algerino e tutti noi nel nostro cammino: perché la vera libertà non si eredita soltanto, si sceglie ogni giorno”, l’auspicio finale, insieme alla citazione delle parole di Gesù nelle Beatitudini.

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