Diocesi: da Milano 4mila preadolescenti a Roma. Incontro con il Papa. Da mons. Delpini tre parole: “Prega, sorridi, aiuta”

(Foto FOM Fondazione Oratori Milanesi)

(Milano) “L’arcivescovo ci ha detto che dobbiamo farci avanti e noi l’abbiamo fatto”. Dice così una dei 4.000 preadolescenti che hanno partecipato all’ormai tradizionale pellegrinaggio a Roma che si svolge nei giorni successivi alla Pasqua, promosso dall’arcidiocesi di Milano e dalla Fondazione degli oratori milanesi. Un’esperienza, aggiunge un coetaneo, che “ci ha legato a livello umano, perché anche non conoscendoci, abbiamo capito che condividiamo tante idee”. A chiedere di farsi avanti era stato, d’altra parte, lo stesso arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, durante la messa da lui presieduta in una basilica di San Pietro colorata di ambrosianità, con 150 sacerdoti della diocesi concelebranti. Accanto all’arcivescovo anche il responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale giovanile, don Riccardo Pincerato.
“Sono stato a visitare il paese dove abitano ragazzi e ragazze che si sentono sbagliati”, perché pensano di “non essere adatti alla vita, abbastanza belli o intelligenti, con famiglie che non li capiscono”, ha sottolineato il presule. Eppure, in questo mondo sbagliato, ha aggiunto “è il momento di farsi avanti. Queste sono le tre parole che vorrei sentire: prega, cioè incontra il Signore e accetta la sua proposta di essere tuo amico; tu infatti non sei sbagliato, ma sei chiamato. Sorridi, cioè diffondi la gioia in casa tua e dappertutto. Aiuta, impegna il tuo tempo, metti a frutto la tua voglia di amicizia e la tua capacità di aprire la porta a nuovi incontri: il mondo è sbagliato, ma aspetta chi lo corregga”.

Un invito subito raccolto, come nota don Matteo Resteghini di Busto Arsizio (Va): “È proprio bello accompagnare i ragazzi in questo pellegrinaggio perché riscoprono la gioia dello stare insieme, del fare fatica, trovando dei fondamenti della fede con i loro coetanei”.
“Definirei questi giorni”, dice don Giacomo Prandi, sacerdote a Erba, in provincia di Como ma in diocesi di Milano, “come un’esperienza di bellezza per le testimonianze storiche, ma soprattutto per quello che siamo, una Chiesa viva, giovane, che vuole testimoniare la propria fede”.
Una testimonianza ripetuta e amplificata in piazza San Pietro il giorno successivo, durante l’udienza generale del mercoledì di Papa Leone XIV. A margine dell’udienza, a cui hanno preso parte tutti i 4.000 pellegrini ambrosiani, salutati dal Santo Padre pubblicamente al termine, Papa Leone ha avuto, infatti, espressioni di grande simpatia per Milano rivolte a una rappresentanza diocesana che gli ha riconsegnato la Croce degli sportivi, esposta per l’intero periodo dei giochi invernali Milano-Cortina 2026 nella basilica milanese di San Babila.

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