Unione Europea: mons. Crociata a gruppo Ecr, “tocca a voi agire per superare le disuguaglianze dare e dare prospettiva e speranza di futuro”

Un “compito tocca più direttamente voi, uomini e donne della politica e delle istituzioni preposte al bene comune, tanto più se in prospettiva europea. Mi riferisco alla necessità di agire per superare le disuguaglianze economiche e sociali”. Lo ha detto mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea, rivolgendosi questa mattina ad un gruppo di europarlamentari dell’ECR che ha organizzato a Viterbo una Conferenza dal titolo “Tra pietra e spirito: valori, radici e tradizioni nel rilancio della competitività e della coesione dell’Europa”. Il vescovo ha detto che “il senso di insicurezza che affligge i più poveri e i più fragili della società, e sono tanti”, affligge “anche il ceto medio, quella fascia sociale che dà consistenza strutturale al dinamismo di una collettività”. “Forse – ha proseguito il presidente dei vescovi Ue – bisogna ricominciare da questo per dare prospettiva e speranza, possibilità di futuro e, diciamo pure, di fiducia nella possibilità di fare qualcosa di buono della propria vita. I valori più alti sono abbracciati da alcuni in forza della loro grande capacità di idealismo e di visione alta della vita, oltre che del loro senso morale; altri – e spesso sono i più – hanno bisogno di sostegno, soprattutto di giustizia, per alzare un po’ lo sguardo oltre ciò che si riesce a mettere a tavola per ogni giorno, e reimparare a poco a poco a dare gambe al cammino comune basato sui valori in cui crediamo profondamente e che sono a fondamento della nostra civiltà”.
Mons. Crociata ha parlato nel suo intervento anche delle radici cristiane che insieme ad altre correnti religiose e filosofiche, ha contribuito a plasmare l’Europa. “La straordinaria invenzione che è l’Unione Europea – ha detto Crociata – non si sarebbe potuta immaginare fuori dalla storia di cultura e di pensiero cristiani che la prepara, come stanno ad attestare i valori fondanti della persona e della comunità, della solidarietà e della sussidiarietà, per citare solo i principali”. Crociata ha quindi messo in guardia gli europarlamentari dal fenomeno del “laicismo radicale” che arriva ad “escludere dallo spazio pubblico la dimensione religiosa, riducendola nel puro privato”. “Negando alla religione libertà di manifestazione e di esercizio – ha avvertito il vescovo – si ottiene niente altro che una limitazione grave della libertà di tutti i cittadini come tali, dal momento che a uno degli orientamenti (quello anti- o non religioso) si conferisce il privilegio dello spazio pubblico che invece viene negato a tutti gli altri (cioè alle religioni)”.

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