Belgio: Chiesa e fondazione Dignity accolgono il fondo della ministra Verlinden per le vittime di abusi

“Ogni incontro con i sopravvissuti di violenze sessuali nella Chiesa infligge un ulteriore colpo a ferite che rimangono aperte. La Chiesa deve continuare senza esitazione e senza riserve a difendere le vittime e a combattere con ogni mezzo qualsiasi forma di abuso”. Lo ha dichiarato mons. Luc Terlinden, arcivescovo di Bruxelles, al termine della riunione svoltasi oggi con la ministra belga della Giustizia, Annelies Verlinden, una delegazione di vittime di abusi sessuali nella Chiesa e i rappresentanti della fondazione Dignity. La ministra ha illustrato le proprie proposte per attuare le raccomandazioni parlamentari, tra cui un quadro legale definitivo per il risarcimento finanziario delle vittime: nell’ambito del Fondo di aiuto alle vittime di atti intenzionali di violenza si prevede la creazione di uno strumento specifico per le vittime di abusi sessuali i cui reati sono prescritti. Esperti indipendenti valuteranno le domande ed erogheranno i contributi. La Chiesa cattolica belga ha finora versato 9 milioni di euro alle vittime e contribuirà anche al nuovo dispositivo. “Nell’indennizzazione finanziaria delle vittime la Chiesa non può in alcun caso essere allo stesso tempo giudice e parte”, ha precisato mons. Terlinden. Per Jessika Soors, coordinatrice nazionale di Dignity, “la proposta della ministra costituisce un passo importante verso un maggiore riconoscimento e una più ampia giustizia per le vittime”, ma “sono necessari ulteriori sforzi per migliorare il dialogo, rafforzare la prevenzione e garantire una tolleranza zero”.

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