Diocesi: mons. Accrocca (Assisi), “dobbiamo fare scelte paradossali: la povertà oggi è una scelta paradossale come anche la non violenza”

(Foto diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino)

Ieri mons. Felice Accrocca ha fatto il suo ingresso come vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Prima della messa per la presa di possesso a San Rufino, mons. Accrocca aveva simbolicamente visitato la città in sei tappe, a partire dalle ore 15.30 con la preghiera in Porziuncola. Alle ore 16 il vescovo ha incontrato, al Serafico di Assisi, la presidente della struttura, Francesca Di Maolo, accompagnata dal cappellano, fra Alfredo Avallone, da alcuni ragazzi e dagli operatori. È seguita la preghiera nella basilica di San Francesco, dove mons. Accrocca è stato accolto dai francescani conventuali e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni.
Terzultima tappa del pomeriggio, la preghiera al santuario della Spogliazione dove monsignor Accrocca, è stato accolto dal rettore del santuario, padre Marco Gaballo, dai genitori di San Carlo Acutis e da una rappresentanza di giovani, per un breve momento di preghiera e un breve momento con la stampa. “Dobbiamo pregare per la pace del mondo prima che scoppino altre guerre e trovare la via per sprigionare Francesco – ha detto mons. Accrocca -. Francesco è un ‘pazzo’ e dobbiamo trovare il modo di slegare questa pazzia. Assisi è una città prodigiosa, si vede da lontano un asse che va da San Francesco a Santa Chiara: Francesco è attuale perché ci ricorda il Vangelo ed è ora che noi cominciamo a fare scelte evangeliche. Il Vangelo non ci consente scelte di testa: parafrasando Pascal, il Vangelo ha delle ragioni che la ragione non ha e noi dobbiamo lasciarci spiazzare dal Vangelo che non ci consente di ragionare con il buonsenso umano. Francesco è una bomba atomica che dobbiamo innescare”. “Per fare questo – ha aggiunto – dobbiamo fare scelte paradossali: la povertà oggi è una scelta paradossale come anche la non violenza. Sono convinto che noi abbiamo la bomba atomica e che se provochiamo la scissione dell’atomo qualcosa può cambiare”. Rispondendo a una domanda sul suo impegno per le aree interne ha sollecitato i politici a “fare scelte di lungo periodo che vanno oltre al proprio mandato”.
Alle ore 17.30 la preghiera nella basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, dove il vescovo è stato accolto dal ministro provinciale dei Frati Minori, insieme al vicario della comunità dei frati padre Mario Macrì e dalla clarissa esterna suor Chiara Paola.
Prima dell’arrivo a San Rufino, in piazza del Comune l’accoglienza e l’incontro con le autorità civili e militari: a portare i saluti il sindaco della Città di Assisi, Valter Stoppini, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa