“Rafforziamo il nostro ruolo nazionale e internazionale nello studio e nella formazione degli studi biblici”. Così il preside della Facoltà Teologica dell’Italia centrale, don Alessandro Clemenzia, parla della nascita, all’interno della ateneo, dell’Istituto di Ricerca in Scienze Bibliche dedicato allo studio della tradizione testuale e della storia delle Scritture ebraico-cristiane. Il nuovo organismo, che ha come coordinatori scientifici i professori Marco Pavan e Maria Diletta Rigoli, inizierà la sua attività ad ottobre, con il nuovo anno accademico e si aggiunge agli Istituti di ricerca già esistenti in Facoltà e dedicati alla Teologia patristica e medievale, alla Teologia sociale, alla Teologia dei ministeri e alle Scienze religiose. “Crediamo fortemente in questo progetto – spiega don Clemenzia – che mira a offrire, anche in Italia, uno spazio stabile di ricerca su manoscritti, contesti storici e interpretazione teologica dei testi biblici e si colloca nel solco degli sviluppi più recenti dell’esegesi scientifica. Inoltre, con questo nuovo Istituto, la Facoltà Teologica dell’Italia centrale rafforza il proprio ruolo, nazionale ed internazionale, nel panorama degli studi biblici, proponendosi come punto di riferimento per la ricerca sulla Scrittura e per la formazione di nuove competenze in ambito esegetico e teologico”. L’impostazione del nuovo centro è “chiaramente interdisciplinare e l’attività sarà sviluppata prioritariamente sullo studio dei manoscritti ebraici e neotestamentari, sull’analisi della tradizione greca dell’Antico Testamento cristiano, sulla codicologia, sull’archeologia dei luoghi biblici e sull’indagine dei contesti sociali, politici ed economici in cui i testi hanno preso forma. Un approccio che intende mettere in dialogo il rigore storico-critico con la riflessione teologica, in particolare sul rapporto tra Primo e Nuovo Testamento”, spiega una nota della Facoltà aggiungendo che “non sarà solo ricerca. Una grande attenzione sarà infatti dedicata anche alla formazione e alla divulgazione. “Intendiamo dare forma – dichiarano i coordinatori scientifici Pavan e Rigoli – ad uno spazio stabile di ricerca e di confronto interdisciplinare. Lo studio della tradizione manoscritta e dei contesti storici dei testi biblici rappresenta oggi uno degli ambiti più dinamici della ricerca internazionale, capace di offrire nuovi strumenti anche alla teologia. Il nostro intento è dunque promuovere una ricerca rigorosa, ma aperta al dialogo e capace di incidere sia nel mondo accademico sia nella vita ecclesiale”.