È stato firmato ieri a Roma un nuovo protocollo di intesa tra il ministero dell’Interno e la Comunità di Sant’Egidio per l’ingresso in Italia, con i corridoi umanitari, di 150 profughi, tra persone e famiglie vulnerabili provenienti da paesi in guerra e attualmente residenti nei campi di Cipro. Nell’isola, ormai da alcuni anni, centinaia di volontari di Sant’Egidio di diversi paesi europei trascorrono le loro “vacanze della solidarietà” promuovendo, tra l’altro, corsi di lingua italiana e inglese e attività educative per i numerosi minori presenti, spiega una nota della Comunità sul proprio sito. “È un segnale di speranza e di pace mentre osserviamo con grande preoccupazione l’acuirsi del conflitto in Medio Oriente, che ha già colpito nelle scorse settimane anche l’isola di Cipro”, ha detto dopo la firma al Viminale, il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo: “Con l’accoglienza e l’integrazione dei corridoi umanitari possiamo restituire il futuro a persone fuggite da paesi in guerra e dimostrare che può esistere una via diversa, per chi chiede di entrare nel nostro continente, che è quella di ingressi regolari, che fanno bene a chi viene accolto come anche a chi accoglie”. Complessivamente, i corridoi umanitari (portati avanti da Sant’Egidio insieme a diverse realtà) hanno permesso l’arrivo in sicurezza in Europa di circa 8.600 persone, tra cui 157 da Cipro, dopo la storica visita di Papa Francesco sull’isola nel 2021. Il progetto, “interamente autofinanziato”, è realizzato grazie “ad una rete di accoglienza diffusa, sostenuta dalla generosità di tanti cittadini italiani, e rappresenta un modello di successo, che coniuga solidarietà, sicurezza e integrazione”, scrive Sant’Egidio.