“La pace non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in presenza di condizioni di giustizia e di inclusione”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa dell’Università di Salamanca.
“Mentre nel sistema imperialistico delle grandi potenze la guerra veniva considerata uno strumento legittimo di politica estera, la Carta di San Francisco introduce un divieto generale dell’uso della forza, consentendo soltanto due eccezioni: la legittima difesa e le misure autorizzate dal Consiglio di Sicurezza”, ha ricordato il Capo dello Stato, rilevando che si tratta di “una norma che definisce i confini della legittimità del potere politico nei rapporti internazionali, rimuovendo la pretesa che la sovranità degli Stati possa consistere nel diritto di muovere guerra”. “Quel che avviene in questi ultimi anni in cui assistiamo a progressivi atti di erosione del divieto di muovere guerra nelle contese internazionali”, ha osservato, aggiungendo che “la frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi. Una condizione che ha finito per favorire l’attuale controtendenza, rispetto allo spirito di San Francisco, e che vede il riemergere di una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto, che si manifesta immemore di dove possa condurre il Leviatano invocato da Hobbes”.