Matrimoni forzati: ActionAid, 650 milioni di donne costrette nel mondo, servono ancora 300 anni per eliminarli. Al Mupa di Milano l’installazione per le spose bambine

(foto: ActionAid)

Decine e decine di fogli che gravitano e si aprono alla lettura di chi visita il Museo del Patriarcato a Milano (Mupa), disegni colorati, pagine scritte con grafie di alfabeti a volte sconosciuti, altre in inglese per farsi comprendere da chiunque. Sono le lettere ricevute da ActionAid da bambine e ragazze da Nepal, Bangladesh, Uganda, Kenya, Tanzania, Malawi e Nigeria che dicono basta ai matrimoni forzati e precoci, alle gravidanze infantili. Messaggi forti, commoventi di giovanissime, che reclamano il diritto a scegliere il proprio futuro. Accanto, un muro bianco si è riempito di centinaia di biglietti e post-it lasciati dagli oltre 6mila visitatori del Mupa, pensieri e reazioni a una delle forme di violenza più gravi. Oggi sono ancora 650 milioni le donne che sono state costrette al matrimonio durante l’infanzia e se non cambia qualcosa serviranno ancora 300 anni per vederne la fine. Nonostante i passi avanti fatti in diversi Paesi, i ritmi di riduzione del fenomeno indicano che ci vorranno altri 300 anni per eliminare completamente i matrimoni precoci. Per questo ActionAid ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “I’ll marry when I want”, un video che prende le mosse dalla poesia di Eileen Piri, una ragazza tredicenne del Malawi e vede protagoniste le alunne della scuola elementare di Buwongo, nel distretto di Namutumba in Uganda. Qui c’è il più alto tasso di spose bambine del Paese, e qui ActionAid sostiene le studentesse grazie al programma di sostegno a distanza. Nel video le ragazze con indosso la loro divisa scolastica blu elettrico giocano e distruggono i simboli delle cerimonie nuziali e scelgono i banchi di scuola al posto dell’abito da sposa.

(foto: ActionAid)

Le spose bambine si trovano in ogni regione del mondo, è un problema globale le cui cause sono legate alla cultura patriarcale. I tassi più elevati si registrano nell’Africa sub-sahariana — in Paesi come il Niger (76%) e la Repubblica Centrafricana (61%) — e nell’Asia meridionale, come in Bangladesh (51%) e India (23%). Le ragazze vengono rapite con violenza e costrette a sposare i propri rapitori, spesso uomini molto più anziani di loro. Oggi una giovane donna su cinque, tra i 20 e i 24 anni, è stata sposata da bambina, rispetto a quasi una su quattro dieci anni fa.

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