Il venerabile mons. Giovanni Ferro è stato insignito, nel Giardino dei Giusti di Milano, al Monte Stella, del titolo di “Giusto per l’umanità” indicato dalla società civile per il 2026. Mons. Ferro, prima di essere nominato arcivescovo di Reggio Calabria, nella qualità di rettore del Collegio cattolico Gallio di Como, dall’intensificarsi delle persecuzioni razziali, settembre 1943, fino al termine della guerra mondiale, giugno 1945, ha salvato la vita nascondendolo all’interno dell’istituto educativo, un ragazzino ebreo di 14 anni, Roberto Furcht che negli anni successivi è diventato padre di Andrea e Elisabetta.
La cerimonia di consegna delle pergamene di “Giusti per l’umanità” si è svolta nel Giardino dei Giusti di Milano davanti ad un folto pubblico, la maggior parte studenti delle scuole milanesi. A ritirare la pergamena del titolo di “Giusto” assegnato a mons. Ferro (arcivescovo di Reggio Calabria dal 1950 al 1977 e deceduto in riva allo stretto nel 1992), è stato il postulatore, Giuseppe Carlo Rotilio, di Reggio Calabria, che a partire dal 2008 ha seguito la causa di beatificazione e canonizzazione conclusa nel luglio 2019 con la proclamazione del presule a venerabile servo di Dio. Alla cerimonia anche i figli di Furcht, Andrea ed Elisabetta e una delegazione di padri somaschi ed ex alunni del Collegio Gallio di Como guidati da p. Luigi Amigoni, attuale superiore del Santuario dedicato a San Girolamo Emiliani (1467-1537). Durante la seconda guerra mondiale, oltre a salvare la vita al ragazzo ebreo Furcht, mons. Ferro, nell’estate 1944 per mesi ospitò nel Collegio decine e decine di profughi italiani.