Unicef: Beigbeder, “il 2026 non porta tregua ai bambini che vivono nella violenza e nei conflitti in Medio Oriente e Nord Africa”

(Foto Mohammed Nateel per Unicef)

“In Iran più di 144 bambini sono stati uccisi, mentre molti altri sono rimasti feriti o sono detenuti. Nella Striscia di Gaza, dall’inizio dell’anno, 37 bambini uccisi. A gennaio, due bambini sono stati uccisi in Cisgiordania e 25 sono rimasti feriti. In Siria, le rinnovate violenze e gli scontri nel nord-est del Paese hanno causato lo sfollamento di quasi 200.000 persone, circa la metà delle quali bambini. Nel Sudan, nel gennaio 2026, almeno 20 bambini sono stati uccisi”. È quanto denunciato dal direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, Edouard Beigbeder, solo a poche settimane dall’inizio del nuovo anno. “I conflitti e le crisi in Medio Oriente e Nord Africa stanno vivendo continui focolai di tensione che stanno alterando la vita dei bambini, spesso in modo irreparabile”. In altre zone del Medio Oriente e del Nord Africa, ricorda Beigbeder, “i conflitti prolungati e i contesti fragili stanno aumentando i bisogni umanitari. I bambini dello Yemen continuano ad affrontare molteplici crisi, tra cui il conflitto in corso, l’insicurezza economica e la malnutrizione diffusa, mentre le famiglie in Libano continuano a lottare per riprendersi dalla recente guerra, affrontando al contempo la paura dei continui attacchi”. Da qui l’appello dell’Unicef a “tutti i Governi e le parti in conflitto a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e ad agire immediatamente per porre fine alla violenza, alle uccisioni, alle ferite, agli arresti, alle detenzioni e ai traumi inflitti ai bambini. Ciò di cui tutti i bambini hanno più bisogno è la pace”.

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