È stata nel segno del made in Prato, la sedicesima edizione del Premio Santo Stefano, riconoscimento che è andato a tre aziende del comparto tessile: Filati Omega di Vaiano, Luilor con sede a Montemurlo e Brachi Testing Services di Prato. A loro sono stati consegnati gli “Stefanini d’oro”, vere e proprie opere d’arte realizzate per l’occasione del sacerdote-artista mons. Daniele Scaccini. Il Premio Santo Stefano, dedicato al patrono cittadino e promosso da Diocesi, Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Camera di Commercio di Pistoia e Prato e Comune di Montemurlo, nacque nel 2010 per l’intuizione dell’allora vescovo Gastone Simoni e dell’imprenditore Giovanni Masi, promotore di tante iniziative pratesi. In sedici edizioni lo Stefanino è andato a 57 aziende del distretto produttivo di Prato. Di queste, 38 sono del comparto tessile, le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico. La cerimonia di consegna degli ‘Stefanini’ si è tenuta nell’auditorium della Camera di Commercio ed è stata organizzata da Tv Prato. Nel suo intervento il vescovo Giovanni Nerbini ha affermato: “Oggi abbiamo premiato aziende che sono nel massimo dell’espansione in un momento non facile da un punto di vista economico. Tra i dipendenti vedo tanti giovani e me ne compiaccio, dicono di sentirsi parte di un grande progetto e questa credo sia la soddisfazione più grande”. Ospite di questa sedicesima edizione è stato Luigino Bruni, economista e storico del pensiero economico, che ha parlato della figura dell’imprenditore, ricordando in particolare Francesco di Marco Datini, il celebre mercante pratese. “Dalle sue lettere, conservate nell’Archivio di Stato di Prato, si leggono cose interessantissime – ha detto Bruni –, Datini dice che un imprenditore che non ha ragione della gente del mondo non è un imprenditore. Occorre avere uno sguardo buono per la gente del mondo”.