È stata riaperta al culto la chiesa di Santa Maria della Croce, santuario diocesano dell’Aquila, dopo i lavori di restauro seguiti agli eventi sismici. Lo ha annunciato oggi l’arcivescovo Antonio D’Angelo durante l’omelia di riapertura, sottolineando che “la celebrazione che stiamo vivendo è una festa, ma è anche un segno reale di rinnovamento, dopo la prova dell’evento sismo, oggi sperimentiamo la luce della rinascita, segno del mistero pasquale passaggio dalla morte alla vita”. Il presule ha evidenziato come “il luogo di culto è uno spazio riservato, dove c’è silenzio come nel deserto per riposare, per ritrovare se stessi, recuperare le forze necessarie per la vita”. “È uno spazio dove il mistero di Dio si fa presente, in cui la grazia del Signore rigenera il cuore dell’uomo”, ha aggiunto. L’arcivescovo ha ricordato che nel santuario “è venerata Santa Maria della Croce, è un luogo caro agli aquilani”. “Il Santuario è definito Santa Maria della Croce, è un titolo particolare, perché parla della croce, che tante volte è vista solo nella prospettiva della fatica e del sacrificio”, ma riprendendo le lettere di san Paolo, “il quale definisce la croce sapienza di Dio”, il presule ha invitato a leggere “questo titolo mariano in modo diverso, come via di vita, di grazia, per un credente la croce è passaggio a vita nuova”.