“La tratta di persone resta una profonda ferita globale, che viola la dignità umana e mina la pace delle nostre società, soprattutto in un mondo lacerato da conflitti, guerre e migrazioni forzate”. Lo afferma suor Abby Avelino, coordinatrice della rete internazionale anti-tratta Talitha Kum, in vista della 12ª Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra l’8 febbraio, festa di santa Giuseppina Bakhita. Il tema di quest’anno è “La pace comincia con la dignità. Un appello per porre fine alla tratta”. Secondo i dati delle Nazioni Unite, le vittime della tratta nel mondo sono circa 27 milioni, in prevalenza donne, minori, migranti e persone costrette alla fuga. Dal 4 all’8 febbraio, a Roma, partecipanti internazionali prenderanno parte a incontri di formazione e sensibilizzazione, che culmineranno con la preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro insieme a Papa Leone XIV. “Mettendo il tema della pace e della dignità umana al centro di questa Giornata – aggiunge suor Avelino – invitiamo tutte le persone di buona volontà ad andare oltre la semplice consapevolezza e a unirsi in azioni concrete per porre fine a questo crimine”. La Giornata, istituita da Papa Francesco nel 2015, è coordinata da Talitha Kum e promossa dall’Uisg e dall’Usg.