Il 22 febbraio di venticinque anni moriva, in Brasile, il missionario martire padre Nazareno Lanciotti. Per ricordare la figura del sacerdote, originario di Subiaco, domenica 22 il vescovo di Tivoli-Palestrina, mons. Mauro Parmeggiani, presiederà una messa nella chiesa di sant’Andrea (ore 11) a Subiaco (Roma). Oltre alla diocesi anche il Comune di Subiaco ha promosso due iniziative, insieme alla onlus locale “Padre Nazareno Lanciotti”: domani mattina (ore 10) presso il teatro Narzio, a Subiaco, il postulatore della causa di beatificazione del missionario, don Enzo Gabrieli, incontrerà le scuole per presentare la figura del martire che sarà beatificato il prossimo giugno in Brasile; sabato 21, sempre a Subiaco, verrà svelata (ore 12) una targa commemorativa presso la casa-museo “Nazareno Lanciotti Sacerdote” (via Giovanni XXIII) inaugurata e benedetta il 26 ottobre scorso.

Foto Postulazione Causa di Beatificazione e Canonizzazione
Il sacerdote era rimasto gravemente ferito la sera dell’11 febbraio, durante un’irruzione da parte di due criminali, nella sua canonica nella missione di Jauru (Mato Grosso), davanti a nove testimoni. Inscenando una rapina finita male, colpirono il sacerdote alla nuca non prima di aver ‘giocato’ alla roulette russa, riservando l’unico bossolo al missionario. Prima di colpirlo a morte uno dei due gli disse: ‘Sono venuto ad ammazzarti perché ci dai troppo fastidio’. Il sacerdote fu immediatamente soccorso. La polizia locale arrivò sul posto solo il giorno dopo e la sede era a meno di cento metri dalla canonica. Dopo dieci giorni di agonia, il missionario morì nell’ospedale di San Paolo, perdonando i suoi assassini. Il sacerdote si era formato a Subiaco svolgendo, poi, i suoi primi anni di parroco in alcune parrocchie romane, da qui la svolta verso il Brasile. A Jauru era arrivato nel gennaio del 1972 nell’ambito dell’Operazione Mato Grosso, con altri giovani volontari. All’epoca Jauru era un villaggio poverissimo. La missione di padre Lanciotti si concretizzò negli anni a venire con la costruzione di un ospedale, l’edificazione di oltre 50 chiesette e cappelle nella foresta per l’assistenza in piccoli gruppi dei tanti fedeli. Accanto alla chiesa principale padre Lanciotti fece costruire anche un ospizio per anziani e una scuola dedicata a San Francesco d’Assisi per 400 bambini. L’attività evangelica e l’impegno per la legalità, per la vita, per l’accoglienza e per tenere i giovani lontani dalla rotta dei narcotrafficanti, gli costarono la vita.