Etiopia: tensione con Eritrea. Suor Girotto (Adwa), “missionari devono restare”. Speranze sul vertice Italia–Africa e su assemblea Unione Africana con Meloni 

(foto Carolina Paltrinieri)

“Se c’è un posto e un momento dove i missionari devono restare e trovano il senso di esserlo è proprio in momenti come questo, quando chi ha famiglia è costretto ad evacuare. Noi siamo l’unico riferimento per la popolazione. Io darei la vita perché la guerra finisse, perché la mia gente smettesse di patire, perché i bambini potessero avere una vita normale!”. Così suor Laura Girotto commenta le nuove tensioni dei giorni scorsi in Etiopia dove lo spazio aereo era stato temporaneamente chiuso, poiché droni governativi avevano attaccato alcuni convogli sospettati di trasportare armi ad un centinaio di chilometri. A seguito di ciò l’Ambasciata italiana ad Addis Abeba ha esortato i connazionali all’evacuazione, coordinando le operazioni di rientro in patria avvenuto tra il 5 ed il 6 febbraio. Grande l’amarezza dei volontari e collaboratori che stavano offrendo la loro competenza all’ospedale “Kidane Mehret”, fondato dalla religiosa salesiana ad Adwa nella regione del Tigray (nord dell’Etiopia). Erano partiti da poche settimane, chi per la direzione lavori del cantiere dell’ospedale missionario quasi completato, grazie anche a contributi della Cooperazione Internazionali italiana e della Cei, chi per offrire servizio nella clinica odontoiatrica e formare il personale locale. L’escalation politica e militare tra Etiopia e Eritrea preoccupa molto le Nazioni Unite: il Commissario Türk ha ufficialmente invitato le parti ad “allentare le tensioni prima che sia troppo tardi”. Speranze per un superamento della crisi, spiegano dall’associazione “Amici di Adwa”, con sede a Cento, che supporta l’opera e la missione ad Adwa di suor Girotto, sono riposte sul vertice Italia – Africa e sull’assemblea dell’Unione Africana, cui partecipa, come ospite, anche il Primo Ministro Giorgia Meloni. “Sarà l’occasione per far prevalere le ragioni diplomatiche sui giochi di potere? Prevarranno gli interessi economici dei progetti in corso, col Piano Mattei, sulle tensioni politiche?” si chiedono dall’associazione che in un comunicato riporta le testimonianze dei volontari rientrati dall’Etiopia: “Ancora troppe vittime subiscono le conseguenze del precedente conflitto. Abbiamo visitato gli sfollati ad Adwa, accampati in tendopoli o edifici scolastici. Abbiamo condiviso materiale scolastico, coperte, cibo, curato i malati nell’ospedale missionario sostenuto da tanti donatori italiani, ma non è che un sollievo temporaneo: questa popolazione ha diritto ad una vita dignitosa. Speriamo che gli incontri istituzionali odierni con la premier Meloni spingano le decisioni dei Capi di Stato nella direzione giusta”.

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