Lavoro: Forlani (Inapp), “autonomi risorsa per lo sviluppo del Paese, ripensarne il futuro alla luce dell’impatto delle tecnologie digitali”

“Il lavoro autonomo è profondamente cambiato negli ultimi vent’anni è un aggregato complesso e differenziato, cui dedicare attenzione perché la sua dinamica rivela luci ed ombre del nostro mercato del lavoro”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Istituto nazionale per l’Analisi delle politiche pubbliche, Natale Forlani, commentando i contenuti dell’ultimo policy brief pubblicato dall’Inapp “Dipendenti o indipendenti? I diversi gradi di libertà del lavoro autonomo”. “Adesso – ha proseguito – è necessario comprendere gli elementi che dovranno essere specificati per il recepimento della direttiva Ue 2024/2831, da un lato per contenere i disagi retributivi e delle condizioni di lavoro del segmento più svantaggiato, in particolare dei lavoratori che non hanno alcuna autonomia reale su orari, compensi e strumenti di lavoro, ma anche per valorizzare le possibili opportunità di crescita professionale e l’emersione dal lavoro sommerso”. Secondo Forlani, “il futuro del lavoro autonomo deve essere ripensato anche alla luce dell’impatto delle tecnologie digitali sulle professioni e sulle filiere produttive, che rende ancora più labili i confini tra le prestazioni subordinate e quelle gestite in autonomia, anche per effetto della mediazione delle piattaforme digitali. Un fenomeno che merita di essere attenzionato anche perché gli autonomi, con le loro competenze, sono una risorsa importante per lo sviluppo economico del nostro Paese, in un quadro in cui si dovranno ripensare le tutele in chiave più universale”.
In linea con le direttive dell’Organizzazione internazionale del lavoro e dell’Unione europea, lo studio dell’Inapp sottolinea l’urgenza di estendere le prestazioni sociali e le protezioni contro i rischi professionali anche a chi si trova in questo “limbo contrattuale”, continuando nella “definizione di un quadro normativo capace di riconoscere nuove forme di status lavorativo, che vadano oltre la distinzione rigida tra lavoro subordinato e autonomo, realizzando tutele e garanzie per tutti i soggetti al di là delle tipologie contrattuali e indipendentemente dalla qualificazione giuridica dell’attività lavorativa”.

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