Adolescenti: Save the Children, “sono le ragazze a pagare il prezzo più alto dei comportamenti violenti”

“Sono le ragazze a pagare il prezzo più alto dei comportamenti violenti sperimentati dagli adolescenti”. Lo evidenzia il rapporto “Stavo solo scherzando”, diffuso da Save the Children, alla vigilia di San Valentino. In quasi tutti i contesti – dalla strada ai mezzi pubblici, dai parchi ai luoghi di divertimento, fino agli spazi digitali – riportano livelli di paura più elevati rispetto ai ragazzi: “Il 70% di loro si sente molto, abbastanza o un po’ in pericolo per strada (rispetto al 60% dei ragazzi), quasi la metà (49%) sceglie di non prendere mezzi pubblici la sera da sola. Il 64% si sente in pericolo sui mezzi pubblici (54% i ragazzi), il 64% in parchi e spazi pubblici (50% i ragazzi), il 60% nei luoghi di divertimento come discoteche e concerti (50% i ragazzi)”. La paura non emerge quindi come un’emozione individuale e neutra rispetto al genere, ma come un effetto sociale del contesto: “Le ragazze imparano molto presto che il loro corpo è più esposto nello spazio pubblico e online e che la responsabilità di ‘stare attente’ ricade principalmente su di loro”.
Per reagire a queste situazioni, le ragazze mettono in campo strategie di prevenzione più frequentemente rispetto ai coetanei maschi: “Il 60% sceglie di non andare in luoghi isolati (46% ragazzi), il 49% di non prendere mezzi pubblici da sole la sera (29% ragazzi), il 42% di evitare feste o luoghi dove non conosce nessuno (29% ragazzi), il 21% di non prendere taxi da sole (12% ragazzi)”. Inoltre, “il 21% dichiara di indossare abiti ‘non provocanti’ per evitare attenzioni indesiderate (la quota sale al 29% tra le ragazze), il 32% di limitare l’alcol per ridurre il rischio di molestie o aggressioni (35% ragazze, 29% ragazzi)”. Accanto a queste rinunce, “il 45% delle ragazze finge di essere al telefono con qualcuno per sentirsi più sicura mentre è sulla strada per tornare a casa; il 38% delle ragazze condivide la sua posizione con qualcuno di cui si fida quando esce da sola; il 32% finge di aspettare un genitore o un amica/o quando si sente minacciata o isolata”.
Le ragazze hanno più paura anche online: “Il 46% si sente in pericolo sui social network (42% i ragazzi), il 44% nei giochi online con chat (37% i ragazzi), il 37% su WhatsApp, Telegram e chat private (34% i ragazzi), suggerendo una continuità tra spazi fisici e online nella riproduzione di dinamiche di controllo, pressione e molestie basate sul genere, che si traducono in una restrizione sistematica delle libertà delle ragazze”.
Con chi si confiderebbero gli adolescenti in caso di violenza? “Fiducia nella famiglia, in particolare nella madre. Solo l’11% conosce il numero 1522. Per il 79% un corso obbligatorio di educazione sessuale a scuola sarebbe utile per contrastare la violenza di genere”.

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