Con la campagna “#Facciamoloinclasse”, Save the Children torna a chiedere l’approvazione di una legge che preveda percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità, in accordo con le Linee guida Unesco sulla Comprehensive Sexual Education (Cse) e gli Standard dell’Organizzazione mondiale della sanità, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alle secondarie di II grado, all’interno dei piani formativi e con modalità adeguate all’età dei beneficiari. I percorsi – ricorda oggi Save the Children, in occasione della diffusione del rapporto “Stavo solo scherzando” sulle relazioni tra adolescenti – dovrebbero essere tenuti da figure esperte in collaborazione con il personale docente adeguatamente formato e la partecipazione attiva di studentesse e studenti. È inoltre fondamentale che includano moduli specifici sull’uso consapevole delle tecnologie digitali, sui rischi e sulle forme di abuso e violenza che possono manifestarsi online, sulla diffusione di contenuti stereotipati, che aiutino ragazzi e ragazze nello sviluppo di un pensiero critico e nelle capacità di tutelare il proprio benessere psicologico e agire on line in modo rispettoso e sicuro.
Tra le altre raccomandazioni, l’organizzazione ritiene fondamentale che “il Governo stanzi delle risorse per garantire l’accesso gratuito e tempestivo a percorsi di sostegno psicologico e psicoterapeutico per le vittime minorenni di violenza di genere”. È altresì “necessario un sistema nazionale stabile e integrato di raccolta dei dati sulla violenza di genere, capace di produrre informazioni complete, comparabili e costantemente aggiornate, condizione essenziale per orientare in modo efficace le politiche di prevenzione, contrasto e tutela delle vittime, in coerenza con gli standard europei. Il sistema deve integrare dati statistici e amministrativi, disaggregati per genere, età, territorio e tipologia di violenza, includendo anche le diverse forme e manifestazioni della violenza digitale”. Particolare attenzione va riservata all’età adolescenziale, nonché all’impatto della violenza sui minori, ai contesti familiari e alle caratteristiche degli autori, al fine di garantire una conoscenza solida e condivisa del fenomeno e interventi realmente mirati. Save the Children sottolinea infine l’importanza di realizzare azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte a genitori e altri adulti di riferimento dei minori, per supportarli nell’educazione delle bambine, dei bambini e degli adolescenti al digitale e chiede ai gestori dei servizi digitali di assumere, anche alla luce degli obblighi introdotti dal Digital Services Act, un ruolo attivo e responsabile nella prevenzione della violenza online e nella rimozione dei contenuti lesivi segnalati.