Periferie: Con i bambini, un investimento di 50 milioni di euro in 15 città per contrastare la povertà educativa

Si è svolto a Roma l’incontro tra Comuni e Regioni coinvolti nell’iniziativa “Organizziamo la Speranza”, promossa da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile per generare un vero cambiamento nelle vite di bambine, bambini e adolescenti che vivono nelle periferie italiane.
Con un investimento di 50 milioni di euro, questo progetto ambizioso rappresenta un grande cantiere socio-educativo che coinvolge 15 città, oltre 40 quartieri periferici e 367 organizzazioni distribuite su tutto il territorio nazionale per rispondere alla necessità di un investimento strutturale e integrato che agisca direttamente sulle cause della povertà educativa nelle aree più fragili del Paese,
L’incontro che si è tenuto a Roma è stato un momento di confronto e collaborazione con i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni coinvolti in questa iniziativa, con i servizi sociali ed educativi, e che fanno parte delle cabine di regia territoriali che interessano inoltre le fondazioni di origine bancaria operanti a livello locale, la rappresentanza locale del Forum del Terzo settore, l’ufficio scolastico regionale, il garante regionale dell’infanzia, il centro per la giustizia minorile competente per l’area, il tribunale dei minori, la prefettura, le Asp e le Asl competenti sul territorio, la Caritas diocesana, le scuole, le parrocchie, le associazioni e il volontariato di quartiere. Le cabine di regia a circa un anno dall’avvio delle attività ha preso piede e sono state coordinate a livello nazionale da Renato Sampogna dirigente della divisione IV del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
“Questo primo incontro, promosso da Con i bambini e dalla Cabina di regia nazionale, rappresenta un passaggio fondamentale, un momento concreto in cui prende forma l’approccio collaborativo e partecipativo alla base dell’iniziativa Organizziamo la speranza, che realizza azioni mirate in 14 aree socio-educative strategiche d’Italia, con interventi volti a migliorare concretamente le condizioni di vita dei minori nei territori più fragili – ha sottolineato Maria Teresa Bellucci viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali -. La forza di questo progetto risiede nel metodo: non un intervento calato dall’alto, bensì un percorso costruito insieme ai territori e a coloro che, quotidianamente, sono accanto ai nostri ragazzi. In tale contesto, le cabine di regia locali assumono un ruolo centrale, diventando spazi stabili di confronto e programmazione condivisa, in cui sono coinvolti Ats, Comuni, Regioni, servizi sociali, educativi e sanitari, scuole, forze dell’ordine, giustizia minorile, realtà del Terzo settore e fondazioni di origine bancaria”.
L’obiettivo “è garantire una presenza concreta e riconoscibile dello Stato, in alleanza virtuosa con il privato e il privato sociale, nei contesti più esposti al rischio di marginalità e devianza. Così costruiamo una rete ampia e coesa, capace di porre al centro i bisogni concreti dei minori e delle loro famiglie, valorizzando le specificità di ciascun territorio e assicurando interventi realmente coordinati ed efficaci.
Si tratta di un impegno condiviso, che rafforza l’alleanza educativa e istituzionale e che traduce in azioni concrete la responsabilità del Governo verso le nuove generazioni”.

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