Un catechista, sua moglie incinta e altre 30 persone sono state rapite nella notte tra il 9 e il 10 febbraio a Kadarko, nell’Area di governo locale di Kagarko, nello Stato di Kaduna, nel nord della Nigeria. Lo riferisce l’Agenzia Fides, citando testimonianze raccolte sul posto. Secondo quanto dichiarato da padre Linus Matthew Bobai, parroco della chiesa di San Giuseppe, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione intorno alle due del mattino in due aree vicine al villaggio, sequestrando 16 persone a Kutaho – tra cui il catechista, la moglie e il loro bambino – e altre 16 a Kugir. Alcuni ostaggi sono riusciti a fuggire durante il trasferimento. Il sacerdote ha riferito che i banditi avevano precedentemente minacciato un parrocchiano chiedendo un riscatto di 10 milioni di naira. Durante l’assalto, il capo del villaggio è stato ferito gravemente con un machete. La situazione nella zona resta tesa: oltre il 98% degli abitanti ha abbandonato le proprie case per rifugiarsi in un villaggio vicino, mentre solo alcuni residenti – in particolare pastori – hanno scelto di rimanere per sostenere la comunità. Nella settimana precedente si erano già verificati altri due rapimenti di massa di fedeli cattolici: il 6 febbraio nella stazione missionaria San Giovanni della Croce a Ojije-Utonkon (9 sequestrati) e il 7 febbraio nella parrocchia della Santa Trinità a Karku, sempre nello Stato di Kaduna, dove tre persone sono state uccise e 11 rapite, tra cui il parroco don Nathaniel Asuwaye. Restano tuttora nelle mani dei rapitori almeno tre sacerdoti nigeriani: don Nathaniel Asuwaye, don Joseph Igweagu (rapito nell’ottobre 2022) e don Emmanuel Ezema (rapito nel dicembre 2025).