Migranti: le Ong del soccorso in mare, “inaccettabile considerare minaccia alla sicurezza nazionale persone che rischiano di annegare. Governo vuole estrometterci”

(foto: MariaGiuliaTrombini, dal sito di Sea-Watch)

“Troviamo inaccettabile che il governo consideri una minaccia alla sicurezza nazionale le persone che rischiano di annegare nel Mediterraneo e le persone che tentano di salvarle. Queste norme non rendono lo Stato più sicuro. A mettere in pericolo lo Stato di diritto è invece il governo che sceglie di sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d’asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite”. Lo affermano oggi in una nota congiunta le Ong che prestano soccorso in mare: Alarm Phone, Emergency, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People – Sea-Watch, Sos Humanity, Sos Mediterranee, commentando il ddl immigrazione approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che prevede, tra l’altro, un’altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo. Si tratta di “un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare”.  Il disegno di legge che approderà in Parlamento “rischia di fare dell’Italia la prima nel recepire il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, segnando un grave arretramento nelle tutele dei diritti fondamentali”, affermano le Ong: “Le nuove norme accelerano procedure di frontiera e rimpatri, ampliano la lista dei cosiddetti “Paesi di origine sicuri” — in cui vengono ricompresi pure Egitto e Tunisia — e facilitano il trasferimento dei richiedenti asilo verso Stati terzi anche senza legami reali. Il risultato è una compressione del diritto d’asilo e il rischio di esporre molte persone a persecuzioni e trattamenti inumani”.
La strategia del governo per “estromettere le Ong del soccorso in mare dal Mediterraneo” si arricchisce dell’interdizione fino a sei mesi dall’ingresso nelle acque territoriali: “Una misura che viola il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso, mettendo in discussione l’obbligo inderogabile di salvare vite umane. Il blocco navale è previsto per casi definiti in modo vago e quindi soggetti ad ampia discrezionalità: se applicato, produrrà meno tutele, più sofferenze per i naufraghi e meno navi pronte a intervenire in mare”, denunciano. L’Europa, “con la lista dei Paesi cosiddetti sicuri e con le novità introdotte dal Patto migrazione e asilo che entrerà in vigore a giugno, cambia natura: non più luogo di pace e di diritti – osservano -, ma continente fortezza, che punta su esternalizzazione delle frontiere e forti restrizioni a tutele e diritti dei migranti, compreso quello all’asilo per le persone in movimento”. Le Ong “continueranno a operare nel rispetto del diritto internazionale per prestare soccorso e salvare vite umane, senza girarsi dall’altra parte – concludono -. La stessa ambizione che dovrebbero avere anche l’Europa e gli Stati membri, senza eccezioni”.

 

 

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