Leone XIV: “umanità affamata di bene e di pace”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Lo spirito con cui vogliamo lavorare insieme è quello di chi desidera che nel Corpo mistico di Cristo ogni membro cooperi ordinatamente al bene di tutti, svolgendo con dignità e in pienezza il suo ministero sotto la guida dello Spirito, felice di offrire e veder maturare i frutti del proprio lavoro, come di ricevere e veder crescere quelli dell’opera altrui”. Così il Papa, parafrasando le parole di San Leone Magno, ha sintetizzato lo spirito del suo primo Concistoro straordinario, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro insieme ai 170 cardinali che vi partecipano. “Da due millenni la Chiesa incarna questo mistero nella sua poliedrica bellezza”, ha ricordato Leone XIV: “Questa stessa assemblea ne è testimonianza, nella varietà delle provenienze e delle età e nell’unità di grazia e di fede che ci raccoglie e affratella”. Quella di oggi, nelle parole di Leone, è una “grande folla di una umanità affamata di bene e di pace, in un mondo in cui sazietà e fame, abbondanza e miseria, lotta per la sopravvivenza e disperato vuoto esistenziale continuano a dividere e ferire le persone, le nazioni e le comunità”. Di fronte ad essa, ha spiegato, “possiamo sentirci come i discepoli: inadeguati e privi di mezzi”: “Gesù, però, torna a ripeterci: ‘Quanti pani avete? Andate a vedere’, e questo possiamo farlo insieme”. “Non sempre riusciremo a trovare soluzioni immediate ai problemi che dobbiamo affrontare”, ha ammesso Leone: “Sempre, però, in ogni luogo e circostanza, potremo aiutarci reciprocamente – e in particolare aiutare il Papa – a trovare i cinque pani e due pesci che la Provvidenza non fa mai mancare là dove i suoi figli chiedono aiuto; e ad accoglierli, consegnarli, riceverli e distribuirli, arricchiti della benedizione di Dio e della fede e dell’amore di tutti, così che a nessuno manchi il necessario”. “Ciò che offrite alla Chiesa nel vostro servizio, a tutti i livelli, è qualcosa di grande e di estremamente personale e profondo, unico per ciascuno e prezioso per tutti, e la responsabilità che condividete con il successore di Pietro è grave e onerosa”, l’omaggio del Pontefice, che al termine dell’omelia ha ringraziato i presenti, con le parole di Sant’Agostino, per il loro servizio.

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