Striscia di Gaza: Sella (Don Bosco 2000), ritiro licenze a Ong “scelta politica che colpisce i più vulnerabili”

“Ferma condanna e profonda preoccupazione” in merito alla decisione del Governo di Israele di revocare, a partire dal 31 dicembre 2025, le licenze operative a 37 organizzazioni non governative internazionali impegnate nei Territori Palestinesi, tra cui Gaza e la Cisgiordania, sono state espresse da Agostino Sella, presidente dell’Associazione Don Bosco 2000. Per Sella “siamo di fronte a una scelta politica che colpisce i più vulnerabili. Imporre restrizioni burocratiche invalicabili a organizzazioni storiche come Medici Senza Frontiere, Oxfam e le Caritas significa, di fatto, condannare a morte migliaia di civili che dipendono interamente da questi aiuti per la sopravvivenza quotidiana”. La decisione israeliana giunge in un momento di estrema fragilità, spiegano dall’associazione di ispirazione salesiana. Nonostante la tregua siglata nell’ottobre 2025, la situazione sul campo resta catastrofica: con oltre 1,3 milioni di persone prive di riparo e un sistema sanitario al collasso, l’uscita di scena delle Ong che gestiscono il 20% dei posti letto ospedalieri e la distribuzione di cibo e acqua provocherà un vuoto umanitario incolmabile. “L’accoglienza e il supporto umanitario non possono essere subordinati a logiche di controllo politico o di limitazione della libertà. Non si può parlare di pace o di sicurezza se si impedisce ai soccorsi di raggiungere chi soffre. La dignità delle persone a Gaza non è negoziabile” conclude Sella.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa