Leone XIV: udienza, “dobbiamo ancora realizzare la riforma del Concilio”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace”. È la consegna del Papa per il post-Concilio, nella prima catechesi dell’anno, dedicata all’assise ecclesiale attraverso i suoi documenti. “Grazie al Concilio Vaticano II, la Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio – la citazione di Paolo VI – impegnandosi a cercare la verità attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontà”. “Questo spirito, questo atteggiamento interiore, deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa”, l’indicazione di rotta del Pontefice, che ha citato anche mons. Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I, il quale, da vescovo di Vittorio Veneto, all’inizio del Concilio scrisse profeticamente: “Esiste come sempre il bisogno di realizzare non tanto organismi o metodi o strutture, quanto santità più profonda ed estesa. Può darsi che i frutti ottimi e copiosi di un Concilio si vedano dopo secoli e maturino superando faticosamente contrasti e situazioni avverse”.

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