“Un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale”. Così il Papa ha definito il nuovo ciclo di catechesi dedicato al Concilio e inaugurato oggi, prima udienza generale del 2026, svoltasi in Aula Paolo VI. “Insieme all’anniversario del Concilio di Nicea, nel 2025 abbiamo ricordato i sessant’anni dal Concilio Vaticano II”, ha sottolineato Leone XIV; prendendo a prestito la definizione che San Giovanni Paolo II, alla fine del Giubileo del 2000, ne aveva dato: “la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX”. “Anche se il tempo che ci separa da questo evento non è tantissimo, è altrettanto vero che la generazione di vescovi, teologi e credenti del Vaticano II oggi non c’è più”, ha osservato il Pontefice: “Pertanto, mentre avvertiamo la chiamata di non spegnerne la profezia e di cercare ancora vie e modi per attuarne le intuizioni, sarà importante conoscerlo nuovamente da vicino, e farlo non attraverso il ‘sentito dire’ o le interpretazioni che ne sono state date, ma rileggendo i suoi documenti e riflettendo sul loro contenuto”. Per Papa Leone, infatti, il Concilio “costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa”: “Come insegnava Benedetto XVI, ‘con il passare degli anni i documenti non hanno perso di attualità; i loro insegnamenti si rivelano particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata’”.