Epifania: mons. Moraglia (Venezia), i Magi esprimono “quella sapienza che va oltre il sapere tecno-scientifico e si pone la grande domanda di senso”

I Magi esprimono “quella sapienza che va oltre il sapere tecno-scientifico (e che oggi sembra esprimersi in quella che chiamiamo intelligenza artificiale), all’epoca rappresentato dall’astrologia; essi percorrono la strada, per un verso, già battuta da Abramo, per un altro verso, da Socrate; eppure incarnano un sapere superiore, guidato, appunto, dalla stella. Un sapere che si pone la questione di una ‘ragione allargata’, che si pone la domanda sul senso dell’intero e, in ultima istanza, rimanda al sapere filosofico”. Lo ha detto ieri il patriarca di Venezia Francesco Moraglia nell’omelia della messa solenne per l’Epifania del Signore, presieduta nella basilica cattedrale di San Marco. Moraglia ha inoltre ricordato la centralità e l’unicità dell’evento della Rivelazione di Cristo come evento di salvezza definitivo per tutti i popoli: “I Magi, così, ci invitano a seguire la luce e ad offrire noi stessi, le nostre vite, come dono a Dio riconoscendo in lui il salvatore universale. L’Epifania, quindi, dice come la sapienza sia di tutti e sia per tutti. Epifania (ἐπιφάνεια) significa ‘apparizione’ o ‘manifestazione’ divina. La venuta dei Magi a Betlemme non è unicamente un evento storico avvenuto 2000 anni fa e lì conclusosi. L’Epifania è, piuttosto, una realtà viva e attuale: è la manifestazione di Dio nel mondo e, più concretamente, nella vita di ciascuno di noi”. La venuta dei Magi da Oriente, narrata da San Matteo, guidati da una stella alla ricerca del re dei Giudei “rivela – ha concluso Moraglia – come Gesù non sia solo per qualcuno, per il popolo eletto, ma per tutte le genti”.

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