“La Stella d’Oriente”, il presepe vivente della parrocchia Sant’Anna di Modica (diocesi di Noto) – giunto alla seconda edizione conclusa ieri 6 gennaio – nasce per riportare alle origini il gesto compiuto da San Francesco nella notte di Natale del 1223, si legge in una nota. In quella grotta di Greccio, il Santo d’Assisi volle mostrare con semplicità il mistero dell’Incarnazione: il Bambino deposto sul fieno tra il bue e l’asinello, la povertà come linguaggio di Dio, l’Eucaristia come segno della sua presenza viva. Un gesto che trasformò Greccio in una nuova Betlemme e che, otto secoli dopo, continua a parlare al cuore.
Nel 2024, per celebrare questo anniversario, la comunità di Sant’Anna ha dato vita a un percorso che non è solo rappresentazione, ma esperienza spirituale. “La Stella d’Oriente”, prosegue la nota, “accompagna il visitatore in un viaggio mistico che parte da Sant’Anna e conduce al significato più autentico del presepe francescano”. Piccolo e semplice, come semplice è stato il modo scelto da Dio per entrare nella storia, il presepe culmina in un quadro di forte intensità: l’Eucaristia deposta in una mangiatoia, segno dell’amore che si dona, accanto a una croce che ricorda il legame profondo tra Natale e Pasqua. “La Stella d’Oriente”, conclude la nota, non è solo da vedere, ma da vivere perché “tocca ed emoziona il cuore che non rimane impassibile dinanzi allo sguardo del visitatore”, ma diventa “vivente”. Un “messaggio di pace che risplende in un tempo di guerra e battaglie crociate”.