“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”. Queste parole, tratte dalla Lettera agli Efesini sino il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Un versetto che “richiama fortemente ciascuno di noi a tendere all’unità”, scrive oggi in una lettera alla diocesi, l’Eparca di Lungro degli Italio Albanesi dell’Italia Continentale, mons. Donato Oliverio. “Quanto più saremo uniti al Signore Gesù Cristo, tanto più – scrive il presule – saremo uniti tra battezzati: l’unità che viviamo nelle nostre relazioni è il termometro della nostra vicinanza a Dio. Pertanto, dobbiamo intendere la mancanza di unità fra i cristiani come una
esortazione per ciascuno di noi ad essere più cristiano, essere più fedele al Vangelo e avere una testimonianza di vita più santa”. Nella Lettera l’Eparca informa che l’Eparchia ha distribuito nelle parrocchie l’Imerologhion 2026, l’Ordo bizantino che regola le celebrazioni festive e quotidiane dell’intero Anno Liturgico (vespro, mattutino, ore, Divina Liturgia). È “un servizio prezioso” che l’Ufficio Liturgico Eparchiale rende alla Comunità, spiega il presule che all’inizio del nuovo anno, rivolgere “il nostro pensiero al Signore” per “domandare un rinnovato coraggio nello svolgimento dei nostri doveri, per riprendere il coraggio delle nostre responsabilità ed è proprio – spiega – la preghiera che ci rende il cuore più vigoroso. Per noi è doveroso chiederci: che cosa si aspetta il Signore da noi in questo volgere del tempo. Il Signore ci chiede di essere all’altezza del nostro tempo – scrive – capaci di orientarlo verso una comunione più grande tra di noi, nelle nostre comunità, secondo il disegno di Dio, chiedere perdono per tutti i momenti in cui non abbiamo saputo far tesoro delle sue ispirazioni e investire al meglio i talenti che il Signore ci ha affidato”.