Una celebrazione storica: per la prima volta la Chiesa di Milano istituisce catechisti, lettori e accoliti non in forma transeunte, ma per un ministero stabile. È ciò che è avvenuto ieri pomeriggio in duomo, durante la celebrazione presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini. 14 i ministri così istituiti – un’unica candidata al lettorato, 5 accoliti e 8 catechisti uomini e donne -, originari di diverse zone della diocesi ambrosiana. “Oggi stiamo vivendo un passaggio decisivo di un cammino impegnativo per tutti, ma di grazia: la grazia di una particolare responsabilità a servire nella propria comunità e anche in altre diverse da quella in cui si è cresciuti”, ha osservato, in apertura del rito, il presule che ha definito coloro che si mettono a servizio “germogli di primavera, pur nell’autunno del nostro tempo”. Un oggi nel quale chiedersi come sarà la Chiesa che vive della promessa basata sulla Parola di Dio: “La luce che orienta il cammino, la roccia che rende incrollabile la Chiesa, la vocazione che chiama ciascuno. Perciò – ha spiegato Delpini – vogliamo dare rilievo al ministero del lettorato perché la parola sia proclamata, annunciata, accolta, vissuta”. E così anche per “l’unico pane che fa dei molti un solo corpo”. “Perciò istituiamo gli accoliti, perché la cura per la celebrazione, il servizio per la comunione ai fedeli in chiesa e ai malati nelle case non sia un adempimento per far funzionare un rito, ma la distribuzione del pane che dà la vita, il pane che trasforma coloro che lo ricevono nel corpo di Cristo che è la Chiesa; perché tutti i ministri straordinari della comunione siano aiutati a servire così l’Eucaristia”, ha proseguito l’arcivescovo di Milano, chiudendo la sua omelia con il riferimento ai catechisti.
“La città promessa dal Signore non raduna una folla anonima, un insieme di indifferenze senza nome e senza volto perché ciascuno ha il suo tesoro, la sua vocazione. Ecco come sarà la Chiesa: la comunità in cui ognuno è chiamato a vivere la sua vocazione e a offrire il bene tratto dal buon tesoro del suo cuore. Perciò istituiamo il ministero dei catechisti, perché ogni persona, ogni fascia di età, ogni situazione della vita sia raggiunta dalla premura della Chiesa, non perché ha bisogno di personale, ma perché ciascuno porti a compimento la sua vocazione”.