Collegandoci agli editoriali della serie sulla nostra “sede diocesana vacante” – quelli del 24 maggio, del 19 e del 26 luglio – abbiamo dunque motivo di “chiudere il cerchio” con un quarto testo, dopo l’annuncio di questo mercoledì mattina – l’unico “ufficiale” e definitivo, al di là di ogni pronostico, illazione o scoop precedenti, su cui è meglio glissare – quando ci è stato comunicato il nome del nuovo pastore che guiderà la nostra Chiesa di Chioggia, il milanese mons. Michele Di Tolve, fino a ieri ausiliare della diocesi di Roma e quindi di papa Leone XIV, che ne è il vescovo titolare. Da quei testi – che per altro hanno incontrato molti consensi – ci corre ora l’obbligo di far emerge solo qualche aspetto, tralasciandone giocoforza altri più problematici.
Appurato con positiva sorpresa che la notizia giunge da Roma in tempi piuttosto brevi, se non brevissimi, rispetto alle attese, possiamo dire, innanzitutto, che la diocesi clodiense non sarà, in questo caso, “palestra” o sede di “addestramento” e “rodaggio” di un vescovo, in quanto ci arriva un pastore già insignito del terzo grado dell’Ordine sacro (consacrato – forse un presagio… – proprio il 10 giugno, inizio della festa dei nostri santi martiri patroni Felice e Fortunato!), per quanto dovrà comunque misurarsi per la prima volta in prima persona con il governo diretto di una diocesi, che – come dicevamo – “non è fra le più piccole” della nazione. Si può comunque dire che la sua “prima” diocesi da titolare (a parte la ignota Horrea – antica sede episcopale soppressa, situata nell’odierna Algeria -, che gli era stata assegnata formalmente), con la quale stringe un legame simil-sponsale e che quindi gli starà particolarmente a cuore, è proprio la nostra. Per trovare un altro caso simile, cioè di un vescovo già consacrato, ma a dire il vero già titolare di altra sede effettiva, designato alla nostra diocesi, dobbiamo risalire a circa 75 anni fa, quando cioè, nel marzo del 1952, giunse il veneziano mons. Giovanni Battista Piasentini, che già da sei anni era giovane vescovo di Anagni, in provincia di Frosinone, e rimase poi tra noi 24 anni. E’ anche ipotizzabile, tema a cui si accennava in altro passaggio di quegli editoriali, che, data la sua relativamente giovane età, il nuovo vescovo possa fermarsi qui in laguna e nel delta un congruo numero di anni, presumibilmente (ma …non è mai detto) più dei quattro anni e mezzo del suo predecessore.
Da ribadire, poi, una consapevolezza che tutti abbiamo, che cioè nelle dinamiche ecclesiali si intrecciano con il soffio dello Spirito anche i disegni e le volontà degli uomini, coloro che devono decidere e coloro che accettano o meno le decisioni: perciò l’atteggiamento che deve animarci in questa circostanza – dopo le preghiere innalzate al Signore, chiedendo soprattutto, come dicevamo, di “saperci preparare semplicemente all’avvento del nuovo pastore e disporci con animo sereno ad un’accoglienza cordiale” – è appunto la piena disponibilità ad accoglierlo nella sua personalità e nelle sue caratteristiche umane, cristiane e sacerdotali, nell’ascolto reciproco e nella conoscenza più profonda possibile della sua storia. Allo stesso tempo, accoglierlo significa disporci anche ad “una ripresa spedita del nuovo cammino che ci attende” con la sua guida, che sarà illuminata dallo Spirito e corroborata dalla nostra partecipazione, sacerdoti e diaconi, religiosi e religiose, operatori pastorali e tutti i fedeli delle nostre comunità, in una conoscenza condivisa anche della storia e dell’esperienza della nostra Chiesa locale. Ma su questo avremo modo di riflettere e di operare a lungo negli anni che ci attendono.
Val la pena ricordare che proprio in questa domenica siamo chiamati, con tutte le diocesi italiane, ad una specifica sensibilizzazione sul tema del sostentamento del clero: in altre parole renderci conto che sacerdoti e vescovi hanno bisogno del sostegno anche materiale ed economico di ogni cristiano, che può esprimerlo concretamente, oltre che con una vicinanza sincera e cordiale, anche con le personali “offerte deducibili” (distinte dalla firma sull’8xmille che non comporta alcun addebito e che dovrebbe essere scontata per i cattolici, ma è apposta anche da quanti apprezzano l’opera di solidarietà della Chiesa italiana).
Infine, domenica prossima 27 settembre si terrà in cattedrale a Chioggia l’apertura dell’anno pastorale e il vescovo sarà già con noi per un primo approccio! è significativo che lo iniziamo già conoscendo il pastore che ci guiderà per il nuovo anno e che ci auguriamo possa consolidarci sul tema della fraternità all’insegna della quale riprendiamo il cammino.

