Vaccini. Petrosillo: “Bisogna dare delle informazioni corrette affinché le persone non abbiano paura di immunizzarsi”

Nel nostro Paese abbiamo una risposta alla vaccinazione nel 95% delle persone, ma questo vale soprattutto al nord. Al sud la quota si riduce, arrivando a toccare l'85% della popolazione.

Morta perché non vaccinata. I genitori avevano paura degli effetti collaterali dell’immunizzazione e così una bambina di appena 4anni è morta a Palermo per una malattia che in Italia negli ultimi decenni è stata pressoché debellata, proprio grazie alle vaccinazioni obbligatorie. “Per la difterite la mortalità è del 10-15% – spiega Nicola Petrosillo, responsabile del Servizio controllo delle infezioni e consulenze infettivologiche del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma -, vuol dire che se 100 bambini non si vaccinano contro questo batterio e prendono la malattia, da 10 a 20 muoiono. Sono dei numeri hanno un significato importante se si pensa all’enormità del problema. Nel nostro Paese abbiamo una risposta alla vaccinazione nel 95% delle persone, ma questo vale soprattutto al nord. Al sud questa quota si riduce, in alcuni luoghi arriva all’85%, quindi vuol dire che il 15% dei bambini non si vaccinano”.

E per questo succede che si muoia ancora di difterite.

“Purtroppo sì, per fortuna stiamo parlando di casi veramente rari, però ci sono malattie che possono essere evitate attraverso la vaccinazione, come appunto la difterite: una malattia che se si è vaccinati praticamente non dà problemi. Si può avere una faringite causata dal batterio, però se la persona è immunizzata produce gli anticorpi contro quella tossina e la blocca evitando la mortalità2.

Se salvano la vita, perché le persone hanno paura di vaccinarsi e di vaccinare i propri figli?

“Il problema è abbastanza complesso, qui non stiamo parlando di persone che hanno una repulsione nei confronti dei vaccini, i cosiddetti novax, stiamo parlando di persone che hanno timore perché hanno ricevuto delle informazioni sbagliate attraverso varie fonti, che il vaccino provoca l’autismo. Ma questo non è vero: ci sono evidenze scientifiche importanti, studi molto corposi che dimostrano che non causa queste malattie degenerative cerebrali né sono pericolosi per lo sviluppo dei bambini. Di fronte a tutto questo bisogna cercare di dare invece di dare delle informazioni corrette, precise, puntuali e bisogna far sì che la gente si convinca veramente che il vaccino è un vantaggio per i propri figli”.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Cos’è cambiato dal Covid in poi in termini di vaccinazioni?

“Nel nostro Paese durante la prima fase una grande risposta alla vaccinazione, moltissime persone si sono vaccinate, molte di più che in altri Paesi del mondo. Dalla seconda fase in poi sono iniziate anche qui una serie di informazioni scorrette, di prese di posizione che avevano poco a che fare con la scienza, per cui si è cercato di instillare nelle persone il dubbio che potesse provocare dei danni, che addirittura che fosse tutto soltanto una sperimentazione, che il vaccino non avesse dato un vantaggio in termini di mortalità. Invece la realtà è completamente diversa. Su queste basi poi molte persone hanno cominciato a pensare che questi vaccini veramente non servono, perché hanno degli effetti collaterali: tutto questo ha portato a far pensare a qualcuno che forse è meglio evitare il vaccino, perché evitarlo significa anche evitare gli effetti collaterali”.

Esistono delle categorie di soggetti che però non possono essere sottoposti a vaccino per determinate patologie?

“Certo, ci sono dei soggetti che non possono essere sottoposti ad alcuni tipi di vaccino: parliamo di vaccini con virus viventi attenuati come all’antimorbillo. Questi non possono essere fatti a persone che hanno un’immunodeficienza grave, come i sieropositivi, nelle quali un virus, anche se attenuato, può dare una malattia importante. Ma per il resto della popolazione non c’è alcun rischio a fare questo tipo di vaccini con virus viventi. E poi ci sono le solite controindicazioni che valgono per tutti quei soggetti considerati allergici. Però anche qui sulle allergie bisogna essere chiari: allergie vere e importanti, devono essere legate a difficoltà respiratorie, edema della glottide. Ecco, in questi casi sicuramente alcuni tipi di vaccini che contengono delle sostanze che possono creare allergie vanno evitate, ma sono rari i casi. Per il resto, non ci sono controindicazioni”.

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