Sinodo: dono e compito

«Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata? E quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?». Sono questi gli interrogativi che il Documento preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si aprirà solennemente il 9 e 10 ottobre prossimi e si concluderà nell’ottobre del 2023, rilancia a tutta la Chiesa.

foto SIR/Marco Calvarese

«Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata? E quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?». Sono questi gli interrogativi che il Documento preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si aprirà solennemente il 9 e 10 ottobre prossimi e si concluderà nell’ottobre del 2023, rilancia a tutta la Chiesa. Presentato martedì scorso alla stampa, il Documento – il cui titolo è “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” – si pone a servizio del cammino sinodale, quale strumento per favorire la prima fase di ascolto e di consultazione del Popolo di Dio nelle varie diocesi del mondo (prima fase che si terrà da ottobre 2021 ad aprile 2022). Il suo scopo, quindi, è «mettere in moto le idee, le energie e la creatività di tutti coloro che prenderanno parte all’itinerario e facilitare la condivisione dei frutti del loro impegno».

Il testo definisce il cronoprogramma del Sinodo, esplicitandone le diverse tappe, e può essere suddiviso in quattro principali passaggi. Il primo – “Appello a camminare insieme” – traccia alcune caratteristiche salienti del contesto contemporaneo, caratterizzato da cambiamenti epocali, ed esprime la consapevolezza che stiamo attraversando «un passaggio cruciale della vita della Chiesa che non è possibile ignorare»: proprio all’interno di questo contesto, «la sinodalità rappresenta la strada maestra per la Chiesa, chiamata a rinnovarsi sotto l’azione dello Spirito e grazie all’ascolto della Parola». In secondo luogo, il capitoletto intitolato “Una Chiesa costitutivamente sinodale” illustra sinteticamente i riferimenti teologici fondamentali per una corretta comprensione e pratica della sinodalità, ripercorrendo la storia della prassi sinodale della Chiesa nel primo e secondo millennio e, infine, soffermandosi sulle basi teologiche della sinodalità offerte soprattutto dai documenti del Concilio Vaticano II. Il terzo punto, “In ascolto delle Scritture”, offre alcuni spunti biblici che potranno nutrire la meditazione e la riflessione lungo il cammino sinodale, conferendo particolare rilievo all’episodio dell’incontro di Pietro e Cornelio narrato nel libro degli Atti degli Apostoli (At 10): un’icona biblica da tenere presente. Ha una tonalità più pratica il quarto e ultimo passaggio – “La sinodalità in azione: piste per la consultazione del Popolo di Dio” – che ribadisce l’interrogativo fondamentale che guida l’intera consultazione sinodale ed illustra dieci importanti nuclei tematici a partire dai quali rileggere le esperienze di sinodalità vissuta nelle nostre comunità. Nella conclusione, si ribadisce che lo scopo di tutto il lavoro sinodale non è “produrre documenti”, ma – come ha detto papa Francesco nel discorso di apertura del Sinodo dei giovani – «far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani».

Nelle sue battute iniziali, il Documento afferma che «l’itinerario del sinodo si inserisce nel solco dell’«aggiornamento» della Chiesa proposto dal Concilio Vaticano II» e che si tratta di «un dono e un compito». «Proprio il cammino della sinodalità – scriveva già nel 2015 papa Francesco – è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Saremo in grado, come Chiesa, di onorare responsabilmente questo appello e questa “chiamata”?

(*) direttore “L’Azione” (Vittorio Veneto)

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