Riviste: Vita Pastorale, sul numero di giugno una riflessione sul rapporto tra fede, politica e guerra

“Non possiamo credere in Gesù e fare guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria”. Con queste parole, pronunciate il 10 giugno scorso durante l’omelia nella basilica della Sagrada Familia di Barcellona, Leone XIV ha rilanciato con forza il messaggio evangelico della pace e della fraternità tra i popoli. Il tema del rapporto tra fede, politica e guerra è al centro anche dell’editoriale pubblicato sul numero attualmente in edicola di Vita Pastorale, firmato dal gesuita padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione Fratelli Tutti. “In questi ultimi mesi – scrive Occhetta – il Papa constata con amarezza che la guerra non è più percepita come tragedia da evitare, ma tende a essere normalizzata dentro una cultura della potenza, dove disponibilità di mezzi e capacità di dominio orientano le decisioni politiche”.
Anche dal punto di vista teologico, spiega l’editoriale, parlare di un Dio dalla parte di chi combatte è da considerare teologicamente falso, come ribadito da Papa Leone non appena arrivato in Spagna a proposito della “guerra giusta”: “Nella tradizione cristiana, il ‘bellum iustum’ non intendeva giustificare la guerra, ma circoscriverla entro limiti rigorosi, per ridurne la violenza e impedirne l’arbitrio. Tale dottrina – spiega Occhetta – si articolava in quattro condizioni fondamentali (l’auctoritas principis, iusta causa, Gaudium et spes, recta intentio). Alla luce delle trasformazioni tecnologiche e della potenza distruttiva degli armamenti, il Magistero sociale della Chiesa non perde l’occasione per ribadire che tali condizioni risultano oggi difficilmente applicabili e giustificabili sul piano etico”.
L’articolo inoltre prende a esempio l’episodio tra il cattolico Vance e Papa Leone XIV per spiegare la contrapposizione tra una visione fondata sulla logica della forza e una prospettiva che pone al centro la dignità della persona, la fraternità tra i popoli e la costruzione della pace attraverso il dialogo e il multilateralismo: “Per la Chiesa – conclude Occhetta – la sfida è accompagnare i credenti in un contesto segnato da paure e polarizzazioni, mantenendo uno sguardo evangelico che non legittimi la violenza come soluzione ordinaria ai conflitti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi