Comunali 2026. Equilibrio nei numeri, ma il centro-destra esulta. Venezia resta alla maggioranza, Reggio Calabria riconquistata

Nei 18 capoluoghi al voto il quadro complessivo restituisce un sostanziale pareggio tra gli schieramenti, ma il peso politico dei risultati premia il centro-destra. Decisive le conferme di Venezia e la vittoria a Reggio Calabria, mentre il centro-sinistra mantiene roccaforti in Toscana e Campania. Crescono le liste civiche e cala ancora l’affluenza

Venezia resta al centro-destra che riconquista Reggio Calabria. Il centro-sinistra va avanti in Toscana e in Campania. Il responso delle elezioni comunali, se si considera l’insieme dei 18 capoluoghi di provincia, è numericamente un sostanziale pareggio, ma se si “pesano” politicamente i risultati è l’attuale maggioranza di governo che può cantare vittoria. Soprattutto perché non c’è stato l’effetto di trascinamento del referendum sulla giustizia su cui il centro-sinistra contava per avviare una fase positiva soprattutto in vista delle politiche del prossimo anno. La delusione per il mancato ribaltone a Venezia è emblematica di questo andamento. Più nel dettaglio, spiccano i risultati plebiscitari di alcuni esponenti storici, a cominciare da De Luca a Salerno, e il rilevante numero di sindaci eletti al primo turno, spesso con maggioranze robuste e talvolta senza simboli di partito. Civico è bello, insomma. Manco a dirlo la partecipazione è in calo: quasi cinque punti in meno rispetto ai precedenti. Anche sotto questo profilo il segnale del referendum è rimasto isolato, anche se è fisiologico che l’affluenza alle urne sia modulata diversamente in rapporto alla tipologia della consultazione e alla posta in gioco.
A Venezia si è affermato con il 51,03% Simone Venturini, assessore della giunta uscente, mentre Andrea Martella, candidato del “campo largo”, si è fermato al 39,21%. A Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, candidato di tutto il centro-destra, è stato eletto con il 65,68% dei voti. A Salerno, come si accennava, Vincenzo De Luca ha vinto con il 57,88%. A Messina Federico Basile di Sud chiama Nord (la formazione di Cateno De Luca, nessuna parentela con il sindaco di Salerno) si è imposto con il 58,40%. A Prato il nuovo sindaco (ma lo era stato già in passato) è Matteo Biffoni che ha ottenuto il 54.73%. A Pistoia rivincita del centro-sinistra con Giovanni Capecchi (54,42%), mentre ad Arezzo si andrà al ballottaggio tra Marcello Comanducci (43,81%) del centro-destra e Vincenzo Ceccarelli (32.36%) del centro-sinistra. Ballottaggio anche a Macerata dove il sindaco uscente del centro-destra, Sandro Parcaroli, ha mancato la vittoria per una manciata di voti (49.96%) e se la vedrà con Gianluca Tittarelli (41,95%) del centro-sinistra. Restando nelle Marche, a Fermo è stato eletto Alberto Maria Scarfini (52,97%), civico di centro-destra. A Mantova il nuovo sindaco è Andrea Murari del centro-sinistra con il 69,87%. A Lecco ballottaggio tra Filippo Boscagli (48,65%), centro-destra, e Mauro Gattinoni, sindaco uscente, centro-sinistra (42,53%). A Chieti si sfideranno tra due settimane Giovanni Legnini, centro-sinistra (47.20%), e Cristiano Sicari, centro-destra senza Lega (27,47%). Ad Avellino successo di Nello Pizza del centro sinistra con il 54,48%, ad Andria conferma con ben il 77,09% dei voti per l’uscente Giovanna Bruno, del centro-sinistra. A Trani sarà ballottaggio tra Marco Galiano (40,69%), centro-sinistra senza M5S, e Angelo Guarriello (30,32%), centro-destra. Secondo turno anche ad Agrigento: in lizza Michele Sodano (39,13%), centro-sinistra, e Dino Alonge (34,79%), centro-destra. Vittorie nette al primo turno, invece, per l’uscente Vincenzo Voce (centro-destra, 62,41%) a Crotone e per Mirello Crisafulli (centro-sinistra, 64,11%) a Enna.

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