Leone XIV: udienza, “la liturgia forma una comunità aperta e accogliente verso tutti”

“L’ azione della Chiesa non si limita alla sola liturgia, tuttavia ogni sua attività – la predicazione, il servizio dei poveri, l’accompagnamento delle realtà umane – converge verso questo culmine”. Lo ha spiegato il Papa, nella prima catechesi dedicata alla Sacrosanctum Concilium. “Nel senso inverso, la liturgia sostiene i fedeli immergendoli sempre e di nuovo nella Pasqua del Signore e, perciò, attraverso la proclamazione della Parola, la celebrazione dei sacramenti e la preghiera comune, essi sono ristorati, incoraggiati e rinnovati nel loro impegno di fede e nella loro missione”, ha proseguito Leone XIV. In altre parole, “la partecipazione dei fedeli all’azione liturgica è al tempo stesso interiore ed esteriore”, ed è chiamata “a dispiegarsi concretamente lungo tutta la vita quotidiana, in una dinamica etica e spirituale, cosicché la liturgia celebrata si traduce in vita e domanda un’esistenza fedele, capace di rendere concreto ciò che è stato vissuto nella celebrazione”.  In questo modo, per il Papa,  la liturgia “forma una comunità aperta e accogliente verso tutti”: “Essa è infatti abitata dallo Spirito Santo, ci introduce nella vita del Cristo, ci rende suo Corpo e, in tutte le sue dimensioni, rappresenta un segno dell’unità di tutto il genere umano in Cristo”. “Lasciamoci plasmare interiormente dai riti, dai simboli, dai gesti e soprattutto dalla viva presenza di Cristo nella liturgia”, l’invito finale.

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