“Cristo stesso è il principio interiore del mistero della Chiesa, popolo santo di Dio, nato dal suo fianco trafitto sulla croce”. Lo ha ricordato il Papa, nella prima catechesi sulla Sacrosanctum Concilium. “Nella santa liturgia, con la potenza del suo Spirito, Egli continua ad agire”, ha spiegato Leone XIV: “Santifica e associa la Chiesa, sua sposa, alla sua offerta al Padre. Esercita il suo sacerdozio assolutamente unico, Lui che è presente nella Parola proclamata, nei Sacramenti, nei ministri che celebrano, nella comunità radunata e, in sommo grado, nell’Eucaristia. È così che, secondo Sant’Agostino, celebrando l’Eucaristia la Chiesa ‘riceve il Corpo del Signore e diventa ciò che riceve’: diventa il Corpo di Cristo, ‘dimora di Dio per mezzo dello Spirito’. Questa è l’opera della nostra redenzione, che ci configura a Cristo e ci edifica nella comunione”. “La ritualità della Chiesa esprime la sua fede – secondo il celebre detto lex orandi, lex credendi –, e al tempo stesso plasma l’identità ecclesiale”, ha osservato il Pontefice: “la Parola proclamata, la celebrazione del Sacramento, i gesti, i silenzi, lo spazio, tutto questo rappresenta e dà forma al popolo convocato dal Padre, Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito Santo. Ogni celebrazione diventa così una vera epifania della Chiesa in preghiera, come ha ricordato san Giovanni Paolo II”.