Leone XIV: udienza, “la liturgia tocca il cuore del mistero di Cristo”

(Foto Calvarese/SIR)

“Non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo”. Così il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, ha definito l’intento della Sacrosanctum Concilium, iniziando un ciclo di catechesi sul primo documento promulgato dal Concilio Vaticano II. “La liturgia tocca il cuore stesso di questo mistero”, ha spiegato Leone XIV: “essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita”. Nella liturgia infatti, “si attua l’opera della nostra redenzione, che fa di noi una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo che Dio si è acquistato”.  Il mistero in questione, ha puntualizzato il Pontefice, “non designa una realtà oscura, ma il disegno salvifico di Dio, nascosto dall’eternità e rivelato in Cristo, secondo l’affermazione di San Paolo.  Ecco, dunque, il mistero cristiano: l’evento pasquale, vale a dire la passione, la morte, la risurrezione e la glorificazione di Cristo, che proprio nella liturgia ci è reso sacramentalmente presente, così che ogni volta che partecipiamo all’assemblea riunita nel suo nome siamo immersi in questo mistero”.

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