Rimesso a nuovo l’oratorio in pietra dedicato a S. Bernardo di Chiaravalle a Treschietto. A parlarne è il Corriere Apuano, settimanale cattolico lunigianese (diocesi di massa Carrara-Pontremoli). L’oratorio a Treschietto è molto antico, ma mancano notizie storiche puntuali, ricorda il settimanale. L’edificio adibito a stalla e fienile per lunghi anni, oggi presenta il “nuovo volto” del completo restauro grazie alla volontà e all’impegno di Paolo Marconi, il cui padre Lorenzo lo aveva acquistato dalla famiglia Rina Favoli. La ristrutturazione rientra nel piano “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” finanziato dall’Unione europea e ha visto il recupero dell’immobile e dell’area circostante, caratterizzata dalla presenza di un novello uliveto, precisa il Corriere Apuano.
È stato anche riqualificato il piccolo spazio polifunzionale al primo piano, utilizzabile per degustazioni di prodotti tipici, presentazione di libri, conferenze. Avviati anche i contatti con le autorità religiose per ridestinare il pianoterra a luogo di culto per riti religiosi, soprattutto in occasioni come il 20 agosto, festa di San Bernardo.
Il progetto di recupero ha dato stura al desiderio di Lorenzo Marconi, padre di Paolo e Lorenza, che insieme alla moglie Rina (entrambi passati troppo presto a miglior vita) avevano costruito la loro casa proprio di fronte all’oratorio a cui erano legati. Paolo ha già provveduto all’interno alla sistemazione dei banchi, in linea con la struttura, quindi lineari e semplici.
Un arco, sempre col sasso a vista, ripara l’altare che verrà attrezzato per le celebrazioni future dopo la riconsacrazione da parte delle autorità religiose competenti.
“Mi attiverò – dice Paolo al settimanale – per cercare la statua del Santo che corrisponda alle caratteristiche del famoso monaco cistercense e festeggiare con i miei paesani che attendono l’inaugurazione”. All’esterno sono collocati tavoli e panchine, manufatti in pietra dell’epoca.
Suggestiva la zona verde in cui sostare e godere delle bellezze naturali circostanti, nell’abbraccio dei monti. Primieramente un luogo di silenzio, di riflessione e di preghiera.