Azzardo in Lombardia: Gualzetti (Consulta antiusura e Fondaz. San Bernardino), “i dati del 2025 mostrano un fenomeno che incide su vita di persone, famiglie e territori”

È allarme azzardo in Lombardia. “I dati relativi al 2025 per la Regione Lombardia delineano un quadro estremamente preoccupante che non possiamo più limitarci a osservare con distacco. Confermano, ancora una volta, la dimensione strutturale e crescente di un fenomeno che incide profondamente sulla vita delle persone, delle famiglie e dei territori: la raccolta ha raggiunto la cifra astronomica di 26.000.407.254,46 euro, con un incremento netto di ben 1.158.883.236,74 euro rispetto all’anno precedente”. La denuncia viene da Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II e della Fondazione San Bernardino di Milano. “Tale mole di denaro non è un semplice indicatore economico: è il segno di una fragilità sociale diffusa, che riguarda tutte le province, con punte drammatiche nell’area metropolitana di Milano, dove il giocato supera i 9,4 miliardi di euro, e nelle province di Brescia (oltre 3,2 miliardi di euro) e Bergamo (oltre 2,6 miliardi di euro). Anche realtà più piccole come Monza e della Brianza (331 milioni di euro) e Varese (329 milioni di euro) mostrano numeri che giustificano l’allarme sociale che lanciamo da tempo”.
L’aumento regionale contribuisce a un dato nazionale ancora più drammatico, ricorda Gualzetti: “Nel 2025 il gioco d’azzardo in Italia ha toccato quota 164,6 miliardi di euro, con una crescita del 4,55% su base annua. Non sono solo numeri; sono il segnale di un sistema che si sta alimentando della vulnerabilità delle famiglie”.
Al presidente di Consulta e Fondazione preme sottolineare “il valore della ‘spesa/perdita’, che in Lombardia ammonta a oltre 3,8 miliardi di euro (3.828.607.711,12 euro). Questa cifra rappresenta denaro sottratto direttamente ai consumi primari, al risparmio e al benessere delle famiglie, finendo per alimentare la filiera del gioco, i concessionari e l’erario. I primi (i concessionari) che sono costretti per sopravvivere ad aumentare sempre di più l’offerta di azzardo con nuovi ‘giochi’ sempre più attrattivi e con promozioni per fidelizzare sempre più persone, il secondo (l’erario) con introiti proporzionalmente sempre più ridotti”.

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