Striscia di Gaza: padre Romanelli, “il mio diario di guerra ricco di speranza”

(ED.Piemme foto)

“Nel libro non propongo alcuna analisi politica o militare, ma racconto storie reali della vita quotidiana, mettendo in luce l’importanza della dignità umana. È una sorta di diario di guerra, che raccoglie pagine del mio vissuto quotidiano, dove si intrecciano fatti e vicende di persone vere. Solo in alcuni casi ho cambiato i nomi, per tutelare chi vi è coinvolto. È il caso, ad esempio, di una bambina di dodici anni che arrivò a desiderare la morte a causa della guerra e della distruzione che la circondava: un modo per proteggerla, anche pensando al suo futuro”. Con queste parole padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia di Gaza, presenta al Sir il suo libro, uscito in questi giorni, “Le rovine e la luce. La commovente testimonianza del parroco di Gaza” (Edizioni Piemme), scritto con il giornalista di Le Figaro, Guillaume de Dieuleveult, con la prefazione del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Un diario di guerra, dunque, ma, aggiunge, “con pagine aperte alla speranza, alla missione del bene che è alla radice della nostra testimonianza di fede cristiana. Continuiamo a sperare e a lavorare per la pace e chiediamo a tutti di impegnarsi per la pace e per la fine di questa guerra, perché la pace è possibile”. Il volume descrive, in chiave pastorale, la distruzione di Gaza e le sue macerie umane e materiali, dove però la luce, evocata nel titolo, filtra attraverso l’opera e l’azione di questa piccola chiesa, rifugio per centinaia di sfollati cristiani, che si caricano di carità, di resilienza e di responsabilità. Pagine che raccontano di “aule adibite a dormitori, pane preparato con quello che si trova, messe celebrate tra bombardamenti ed esplosioni che fanno tremare le vetrate, lezioni improvvisate: “Siamo quella piccola candela con la fiamma vacillante in una tempesta infernale – scrive padre Romanelli -. È questo il senso della mia presenza qui, in questo oceano di violenza: è la ragione per cui scelgo di restare”. Padre Romanelli, 56 anni, missionario argentino di origini italiane è membro della congregazione del Verbo Incarnato ed è parroco nella Striscia dal 2019. I proventi del libro saranno destinati ad opere di apostolato.

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