Leone XIV: udienza, “ogni credente deve essere pronto a confessare Cristo fino al sangue”

“La santità, secondo la Costituzione conciliare, non è un privilegio per pochi, ma un dono che impegna ogni battezzato a tendere alla perfezione della carità, ossia alla pienezza dell’amore verso Dio e verso il prossimo”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro e dedicata al quinto capitolo della Lumen gentium, che tratta dell’universale vocazione alla santità di tutti i fedeli. “La carità è il cuore della santità alla quale tutti i credenti sono chiamati”, ha ricordato Leone XIV sulla scorta del documento conciliare: “il livello più alto della santità, come all’origine della Chiesa, è il martirio, suprema testimonianza della fede e della carità”. Per questo, “ogni credente dev’essere pronto a confessare Cristo fino al sangue, come è sempre accaduto e accade anche oggi”. Questa disponibilità alla testimonianza, secondo il Pontefice, “si avvera ogni volta che i cristiani lasciano segni di fede e d’amore nella società, impegnandosi per la giustizia”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa