Belgio: vescovi, “nessuna ingerenza illecita” nell’Operazione Calice. Mons. Terlinden, “la Chiesa resta al fianco delle vittime”

La Conferenza episcopale belga prende atto delle conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta relativa all’Operazione Calice e ribadisce di non essere intervenuta illegalmente nelle indagini giudiziarie. Lo afferma un comunicato diffuso oggi, nel quale i vescovi precisano che la Chiesa “ha semplicemente tentato di difendersi in modo legittimo nell’ambito delle procedure in corso, tramite i propri avvocati, come è normale in uno Stato di diritto”, e che la stessa commissione conclude nel rapporto finale che “non esiste alcuna prova di ingerenza illecita”. “Ogni incontro con le vittime ci mette nuovamente di fronte al loro dolore persistente. La Chiesa continua a rimanere al fianco delle vittime e a lottare contro ogni forma di abuso. Assumiamo pienamente la nostra responsabilità in materia”, dichiara l’arcivescovo Luc Terlinden. I vescovi ricordano infine le misure adottate negli ultimi anni: punti di contatto e strutture di accompagnamento, collaborazione con organismi indipendenti, formazione e indennizzo finanziario delle vittime tramite la Fondazione Dignity, per un totale di circa 9 milioni di euro, oltre alla nomina, lo scorso anno, di una coordinatrice nazionale.

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