“Un contributo importante che la Chiesa può dare non solo ai credenti, ma alla comunità scientifica ed etica per vedere come continuare la ricerca, con protocolli approvati per l’uomo in questo campo”. Così mons. Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha definito la versione aggiornata del documento della Pontificia accademia per la vita “La prospettiva degli xenotrapianti – Aspetti scientifici e considerazioni etiche”, presentato oggi in sala stampa vaticana. La precedente versione del documento, ha fatto notare l’esponente vaticano, risale al 2001 e “in questi 25 anni sono stati fatti molti progressi in questo campo, sia per quanto riguarda gli aspetti scientifici sia per quelli etici”: di qui la necessità di “riprendere in mano il documento e sviluppare la parte scientifica, che è stata aggiornata”. “Già Giovanni Paolo II – ha fatto notare Pegoraro – confermava l’interesse e la necessità di continuare a studiare e a fare ricerca per avere disponibilità di organi in favore di tanti pazienti che ne hanno bisogno, nel rispetto di determinati principi etici e di modalità di ricerca che diano garanzie di tutela e di rispetto per l’animale e di protezione e di prudenza nei confronti del paziente, approfondendo tutte le condizioni scientifiche, sociali ed etiche per procedere in tal modo”. Oggi, ha proseguito il presidente dell’accademia pontificia, “si registrano risultati molto rilevanti su come gestire gli animali con l’ingegneria genetica, su come gestire le procedure nel rispetto dell’animale e su come affrontare gli aspetti etici degli xenotrapianti, in termini di sicurezza, di informazione e di consenso dei pazienti, anche attraverso il ruolo dei comitati etici”.