“Ricordare la testimonianza di don Franco significa assumerne indicazioni dirimenti per il presente e per il futuro della Chiesa. Significa anzitutto stare nella storia con la coerenza evangelica e non con l’autorità e, solo in secondo luogo, con le liturgie. Significa essere i primi araldi della giustizia e della libertà nei conflitti planetari, nella lotta per la fame, per le disuguaglianze e per i diritti”. Lo ha detto don Roberto Palazzo, vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi nelle diocesi di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca, intervenendo ieri sera alla cerimonia di intitolazione del salone parrocchiale di San Rufino a Mondragone a don Franco Alfieri. Originario di Mondragone, don Palazzo ha mosso i primi passi sacerdotali proprio accanto a don Alfieri, del quale ha ricordato la visione pastorale maturata nel solco del Concilio Vaticano II: “Ho sempre avvertito di essere parte di una famiglia e don Franco ne era un membro attento, non il superiore”. Su tutti emergeva, ha sottolineato, “l’ostinata fedeltà alla legalità e alla giustizia sociale come fulcri organizzativi e pastorali della parrocchia”. Rivolgendosi alla comunità di Mondragone, don Palazzo ha lanciato un appello accorato: “C’è urgente necessità di parole energetiche, vere, di denuncia. C’è attesa di imprenditoria morale, del coraggio e dell’entusiasmo dei giovani non ancora inquinati dall’individualismo spregiudicato”.