“Con la Risurrezione di Cristo comincia una nuova vita per l’umanità, per il mondo, per i popoli, per le nostre comunità civili, per le famiglie, per i piccoli e i grandi, per tutti noi”. Si apre con questo annuncio il messaggio per la Pasqua 2026 di mons. Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, che invita a riscoprire la forza trasformante della Pasqua in un tempo segnato da guerre e divisioni. “Non è una cosa da nulla, insignificante”, osserva, mentre “le guerre sembrano travolgere la famiglia umana, il creato intero”. “L’annuncio di Cristo risorto, che celebra e vive la Chiesa, non è un evento che lascia le cose come sono”, ma segna l’inizio di “un nuovo mondo, una nuova creazione”, di “un nuovo ordine nella storia”. Un Regno che si distingue da quelli umani, perché “non si conosce altro potere che quello dell’amore e della verità, quale dinamismo generativo e innovativo”. Al centro del messaggio, la croce, che “rivela la straordinaria capacità trasfigurante” di Cristo e manifesta “il principio di una non violenza attiva e creativa, di una pace disarmata e disarmante”. Una realtà che “non è una teoria astratta”, ma “discende e si effonde nei cuori, nel mondo, nelle persone e nei popoli”. Da qui l’urgenza di incarnarla nelle istituzioni, promuovendo “relazioni strutturate e stabili di giustizia e di pace”. Il vescovo esorta a non cedere allo scoraggiamento: “Non si può oggi essere sconfortati nel promuovere il bene con mezzi giusti”, ma occorre restare uniti nella preghiera e nell’impegno. Un appello particolare è rivolto ai giovani, chiamati a impegnarsi “con passione, preparazione culturale” e con uno sguardo aperto al futuro. “Il Risorto, con il suo amore, ci dona la pace” una pace che nasce nelle coscienze, rafforza la fraternità e spinge ad operare per la giustizia. Accogliendo “lo Spirito del Risorto, Spirito d’amore e di verità”, conclude mons. Toso, si potranno diffondere “le energie positive della risurrezione” e camminare, anche nelle prove della storia, verso la pienezza della vita.